Presentazione di 3 codici settecenteschi dell’archivio storico di Monselice

Restaurati tre antichi codici dell’Archivio storico comunale di Monselice. Grazie a un contributo regionale, il Comune di Monselice di recente ha avuto la possibilità di far restaurare tre dei numerosi codici antichi conservati all’interno dell’Archivio storico comunale. Si tratta di documentazione importante, perché aiuta gli studiosi a ricostruire le vicende politiche ed economiche che interessarono in passato la comunità locale e il territorio della Bassa Padovana. Nello specifico l’intervento di ripristino ha riguardato:

Estimo 1785 (Registro delle tasse) di 211 carte; dim. 317×437 mm, coperta in pelle impressa. Contiene l’aggiornamento dei coefficienti d’estimo del 1694 in base ai “traslati” (passaggi di proprietà) e alle “refusure” (ad esempio estinzioni di livelli) intervenuti. Le registrazioni sono ripartite in base alle seguenti località: Monselice, Pozzo Catena, S. Stefano, Piazza, Ara della Pieve, Arzer di Mezzo, Carrubbio, Costa di Calcinara, Campestrin, Carpenedo, Camerane e Fregose, Capo di Ponte, Gambarare, Isola, Lispida, Molara Diemo, Motta, Monte Ricco, Marendole, Pozzonovo, Rivella, Savellon, San Marco, San Martino, Schiavonia, Stortola, San Bortolo, S. Tomio, San Giacomo, Solana, Vanzo, Vetta, Vo’ de Buffi, Vanzo di Pernumia, Vallesella, Villa Raspa.

Deliberazione del Consiglio della magnifica comunità di Monselice per gli anni 1569-1590. Reg. ms. cartaceo di 279 cc. numerate e 6 non numerate. Dim. 260×360 mm. Coperta in pelle impressa.

Libro dei depositi del Monte di Pietà di Monselice per gli anni 1743-1756 (ms. 56-5759). Reg. ms. cartaceo di 96 cc. numerate. Dim. 276×415 mm. Coperta cartonata con sovracoperta in pergamena impressa recante l’iscrizione originale “Libro de depositi delli sopravanzi de lievi fatti per li Massari del Santo Monte di Pietà. 1743”. Registrazioni a duplice colonna. Le prime 3 cc. iniziali contengono registrazioni databili agli anni 1643-1645.

I tre registri sono stati portati a Teolo, presso l’Abbazia di Praglia per essere restaurati. Qui, infatti, esiste un laboratorio di restauro inaugurato nel 1951, per il quale sono transitati in totale circa 25 mila pezzi (manoscritti, incunaboli, volumi a stampa di epoche successive, incisioni, mappe, disegni, ecc.): dal codice membranaceo in onciale di Lattanzio (sec. VI-VII) alla più antica carta geografica d’Italia, da bolle di papi e di imperatori a lettere con autografi illustri (Galileo Galilei, S. Gregorio Barbarigo, Alessandro Manzoni, Giuseppe Garibaldi, ecc.), fino ad arrivare a oggi.

A Praglia si intervenne anche sul materiale danneggiato a Firenze per lo straripamento dell’Arno e a Venezia per l’acqua alta nel 1966. La preziosa attività rientra appieno nella tradizione benedettina e richiama l’indispensabile lavoro di trasmissione del sapere svolto nei secoli dai monaci amanuensi. Come tutti i materiali organici, la carta è soggetta a un naturale processo di invecchiamento che può essere favorito da molteplici fattori, dalla luce alla polvere. Il restauro permette invece di rallentarlo, così da garantire la fruizione del bene culturale il più a lungo possibile e salvaguardare il suo rilevante compito: la diffusione di informazioni.

Presenteremo i tre antichi codici ripristinati domenica 12 gennaio 2020 alle ore 16 alla Loggetta: ne illustreremo le caratteristiche e li esporremo al pubblico. Daremo quindi modo a tutti i cittadini di Monselice di poter visionare e riscoprire queste preziose testimonianze del nostro passato. Relatori Renato Ponzin e Mauro Vigato