Monselice città di cultura: conclusa l’edizione 2019 del Premio Brunacci

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Monselice città di cultura: conclusa l’edizione 2019 del Premio Brunacci

Monselice è stata per un giorno la capitale della cultura veneta e padovana. Si è conclusa domenica 19 gennaio 2020 con la cerimonia tenutasi presso l’Auditorium dell’Istituto Kennedy la trentaquattresima edizione del Premio Brunacci. Un’iniziativa di grande spessore, che negli anni è rimasta intatta ma non immobile: ha infatti continuato a valorizzare le massime espressioni di studio e ricerca sapendosi però anche rinnovare, e testimoniando così alcuni rilevanti cambiamenti avvenuti nella società contemporanea. Un’iniziativa attraverso la quale la città della Rocca sostiene in modo concreto la trasmissione del sapere e la conoscenza di storia, arte e tradizioni del territorio.

Introdotta dai saluti del sindaco Giorgia Bedin e dell’assessore alla Cultura Andrea Parolo, la cerimonia di premiazione, presentata da Claudia Vigato, si è aperta con la consueta relazione del presidente della Giuria, il professor Antonio Rigon. Quest’ultimo ha messo in evidenza, fra gli altri, due aspetti: l’elevata qualità e quantità delle opere iscritte all’edizione 2019 (in totale ben 74), e l’ingresso della tecnologia informatica nella didattica della scuola primaria, elemento certificato dalla forma delle ricerche scolastiche partecipanti (brevi documentari con video o immagini).

Il professor Rigon ha rivolto poi il suo plauso particolare a Martina Cameli, che con il libro Padova 1419-1420. Gli statuti della fraglia dei notai si è aggiudicata il primo posto nella sezione ‘Libro padovano’ (premio messo a disposizione dalla Banca Patavina di Sant’Elena e Piove di Sacco), e a Sergio Perosa. L’insigne studioso ha ricevuto il ‘Premio Sigillum Monsilicis’ per il volume Il Veneto di Shakespeare, opera di notevole raffinatezza critica: la nostra regione non fu direttamente conosciuta dallo straordinario poeta e drammaturgo inglese, che però la descrive sulla base di fonti individuate con chiarezza dallo stesso Perosa.

La premiazione ha visto salire sul palco tutti i vincitori e i segnalati presenti. Tra le cinque sezioni ha raccolto successo anche quella riservata alla civiltà delle ville venete, in cui ha trionfato Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto di Giuseppe Rallo, Mariapia Cunico e Margherita Azzi Visentini. All’interno del libro, corredato da suggestive e inedite fotografie di alcune delle più belle dimore storiche della regione, è descritta villa Emo, situata proprio a Monselice. La tesi di laurea che ha ottenuto il riconoscimento della giuria è stata Il VII centenario dell’Università di Padova (1922). L’autore, il dottor Marco Baggio, ha raccontato emozionato il suo amore per la storia, dedicando il premio alla cara nonna.

Alla cerimonia hanno assistito le folte rappresentanze delle scuole iscritte al concorso. A loro è stata riservata la seconda parte della manifestazione, durante la quale alunni e insegnanti sono stati chiamati a illustrare il progetto svolto. Sul gradino più alto del podio si è piazzata la scuola primaria ‘Massimo D’Azeglio’ di Borgo San Zeno di Montagnana con la ricerca Montagnana e i suoi legami d’acqua. Il premio speciale intitolato alla memoria della maestra ‘Aquilina Fabbri’, di cui è stato sottolineato l’infaticabile e appassionato impegno educativo, è andato invece a Mi prendo cura del ricordo, lavoro curato dalla scuola primaria ‘G. Cini’ di Monselice.

Oggi, in un contesto sociale in rapida evoluzione, la cultura dovrebbe rivestire un ruolo più che mai centrale. Essa garantisce infatti gli strumenti necessari a ogni persona per leggere la realtà e comprendere a fondo i fenomeni che la caratterizzano, sviluppando consapevolezza e senso critico. Il prestigioso Premio Brunacci, rafforzato dalle difficoltà superate nel tempo, ha permesso ancora una volta alla città di Monselice di farsi custode e promotrice di cultura. Il bilancio finale dell’edizione 2019, dunque, non può che essere positivo.