Alla scoperta di Ossicella, il mitico fondatore di Monselice con Lorenzo Braccesi (17 marzo 2018)

Prof Lorenzo Braccesi, il maggior esperto italiano di storia antica, ha studiato per primo la presenza dei greci nell'adriatico

Sabato 17 marzo 2018, ore 17, alla Loggetta lo storico Lorenzo Braccesi ha relazionato sulla presenza dei Greci nel Veneto antico e l’evoluzione della leggenda di Antenore e di Ossicella. Con note brevi note di Roberto Valandro e Riccardo Ghidotti.

Loggetta pienissima accorsa  per ascoltare il big della storia antica italiana Lorenzo Braccesi che ha relazionato sull’arrivo dei greci nel veneto per incrementare i traffici con Atene. Le relazioni con gli ellenici alimentarono la leggenda di Antenore, il mitico eroe troiano fondatore di Padova. Ma Antenore nel Medioevo diventò celebre come traditore della patria per aver aperto lo sportello del cavallo di Troia ai greci, facendo distruggere la sua città (Dante nella sua commedia così lo ricorda). Per questo motivo nel seicento (Lo storico padovano Sertorio Orsato e altri) preferirono scegliere per Monselice Ossicella, figlio di Antenore, personaggio reale citato da Strabone come fondatore di una città in Iberia, sicuramente meno noto di Antenore, ma meno compromesso del padre. Una grande serata di Storia che sicuramente aggiornerà le nostre conoscenze locali

Secondo una fortunata leggenda, la città di Monselice sarebbe stata fondata da Ossicella, un eroe troiano in fuga da quella sfortunata città. Gli storici patavini Portinari, Bonifacio e Salomonio affermarono che Ossicella, Antenore (fondatore di Padova) e Ateste (fondatore di Este) approdarono sulle spiagge venete fuggendo da Troia, conquistata con l’inganno da Ulisse. Anche Virgilio nell’ Eneide accenna ai nostri eroi e precisa che Antenore era ricordato come amico, compagno e consigliere di Priamo. «Al termine di un lungo viaggio – precisa Paola Tellaroli – con un’imbarcazione di fortuna, seguendo il fiume Brenta, i fuggiaschi arrivarono a Padova. Qui costruirono le mura e contribuirono ad edificare i primi edifici civili e religiosi. Dopo qualche anno Ossicella e Ateste proseguirono il loro cammino verso i Colli Euganei con un gruppo di amici. Il viaggio fu purtroppo interrotto da una dura e drammatica guerra con gli Euganei arroccati dentro un piccolo castello nei pressi della città di Abano Terme. Ossicella, ferito negli scontri, riuscì a raggiungere la Rocca di Monselice e vi dimorò per molto tempo costruendo le prime mura, mentre Ateste trovò rifugio nella vicina città di Este». Ossicella è ricordato dallo storico greco Strabone che lo definisce così dotto da ‘insegnare la grammatica’. Una bella statua, opera dello scultore Pietro Danieletti, ricorda il nostro mitico fondatore in Prato della Valle a Padova, fatta erigere dai cittadini di Monselice nel 1777. Monselice dedicò a Ossicella una piazza (1894) utilizzata allora come mercato della frutta. Ultimamente l’Amministrazione comunale ha istituito un premio in suo onore, assegnato a personalità del mondo culturale veneto e nazionale.

Statua di Ossicella sul Prato della Valle a Padova. L’opera è stata voluta dai monselicensi nel 1777 e rappresenta l’ufficializzazione di Ossicella come fondatore di Monselice.

Lorenzo Braccesi, recente vincitore dei Premi Brunacci, nel suo libro L’avventura di Cleonimo. Livio e Padova (Poligrafo 2017), ha studiato la presenza dei Greci lungo le coste venete documentandone il commercio di ambra e grano. A lui abbiamo chiesto di relazionare sulla leggenda per rintracciare qualche ‘verità’ storica sul nostro mitico fondatore. Lorenzo Braccesi ha insegnato storia greca negli atenei di Torino, Venezia e Padova. Si è interessato a più aspetti della ricerca storica antica. Le sue pubblicazioni più recenti sono dedicate alle donne della famiglia di Augusto: Giulia, la figlia di Augusto (2014); Agrippina, la sposa di un mito (2015); Livia (2016).

 

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