I rintocchi della Marangona di Alberta Basaglia e Giulietta Raccanelli

Descrizione: Venezia. Su uno dei ponti del sestiere di Cannaregio due ragazzine si scontrano: hanno entrambe un appuntamento da rispettare, sono di corsa, ma l’incontro diventa subito un’occasione per essere curiose l’una dell’altra, per scambiarsi opinioni, per raccontarsi chi sono. Eppure c’è qualcosa che le rende molto particolari. Sì, perché Mirtilla e Nina appartengono a due «tempi» diversi: Nina è nostra contemporanea, Mirtilla viene dalla seconda metà del Cinquecento ed è arrivata nella Venezia di oggi grazie a una piega dello spazio-tempo. Il colloquio è fitto: si parla di medicina, di relatività, di mostri, di uomini grandi e piccoli; si parla anche di moda (cosa sono quegli stivali colorati che porta Nina?), di cibo e naturalmente del presente e del futuro della città (non sa forse Mirtilla che sta nascendo un’opera faraonica pensata per difendere Venezia dall’acqua alta? No che non lo sa. Anche se non si stupisce affatto, visto che nel suo Cinquecento era stato ventilato un progetto per chiuderla dentro un giro di mura merlate). E che cos’è quell’enciclopedia «so tutto io» in cui Nina si specchia continuamente per avere informazioni? Ma Mirtilla deve andarsene, perché c’è qualcuno di là che è molto malato e se ne deve occupare. Nina a casa ha una scatola di antibiotici (potrà passare quella scatola la barriera del tempo?). Ai rintocchi di mezzanotte della campana di San Marco – la Marangona – si dovranno salutare (sanno che appartengono alla stessa città ma a mondi diversi) e sono tanto impazienti di reincontrarsi quanto rassegnate a perdersi per sempre. Che cosa riserva il destino alla loro amicizia?

Biografia di Alberta Basaglia: È una psicologa ed è responsabile del Servizio partecipazione giovanile e Cultura di pace del Comune di Venezia, dove, dal 1980, ha guidato il Centro donna e il Centro antiviolenza.

Biografia di Giulietta Raccanelli: Giornalista professionista free-lance. Coordina e segue nel suo sviluppo da ormai 10 anni un progetto di giornalismo nelle scuole, voluto dal Comune di Venezia e dal Gazzettino di Venezia, che ogni anno ospita nelle sue pagine gli articoli scritti da ragazzi e ragazze. Cura e ha curato una serie di pubblicazioni del comune di Venezia per il Centro Donna, il centro Pace e l’assessorato alle Politiche giovanili, per quest’ultimo anche con progetti dedicati all’educazione alla scrittura, rivolti a studenti dei licei veneziani. Con il laboratorio di scrittura creativa Perle Parole, collabora al Corso di formazione per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere del Progetto Europeo “Speak out! Empowering Migrant, Refugee and Ethnic Minority Women against Gender Violence in Europe!” del programma Daphne III, progetto che coinvolge quattro paesi europei e diversi partner. Ente capofila: Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova. Partner italiani: Fondazione Franca e Franco Basaglia, Comune di Padova e Cirspg dell’Università di Padova.

Recensioni tratte dal web:

«Racconto favoloso leggero che racconta come i bambini veneziani poi adolescenti poi uomini fanno abitualmente a San Cancian quei riti propiziatori e altri “sioghi”.» Cliente Amazon

«Nulla di insolito, direte voi: il problema è che vivono in due secoli diversi. E lo strappo nel continuum spazio-temporale, come la montaliana breccia nel muro, mette in luce non solo scaglie di mare, anelito ed emblema di liberazione dalla difficoltà della condizione umana, ma molto di più… Intenso, divertente, brillante, intelligente.» Gabriele Ottaviani

(a cura di  Stefania Vitale)

 

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