Il Dantedì a Monselice: Simone Toffanin declama i canti V e XXVI dell’Inferno – Rinviato

Il Dante a Monselice: Simone Toffanin declama i canti V e XXVI dell’Inferno

Anche Monselice celebra il Dante. Istituita di recente dal Consiglio dei Ministri su proposta del titolare del dicastero per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, la giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta cadrà il 25 marzo. La domenica successiva, il 29 marzo 2020, alle ore 17 presso Palazzo della Loggetta, l’attore e regista teatrale Simone Toffanin omaggerà Dante declamando il canto V e il canto XXVI dell’Inferno. Seguiranno gli interventi critici di alcuni esperti che ci aiuteranno a comprendere meglio la straordinaria importanza della Divina Commedia, universalmente riconosciuta come una delle maggiori opere della letteratura di sempre.

Perché il 25 marzo? Questa è la data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio nell’aldilà raccontato dal grande poeta fiorentino. Per l’occasione, con il coinvolgimento di scuole e istituzioni culturali, verranno promosse ogni anno in tutta Italia numerose iniziative. Intellettuali e studiosi hanno accolto con favore l’idea di riservare una giornata al ricordo e alla riscoperta di Dante, dalla cui morte nel 2021 saranno trascorsi 700 anni. Un comitato nazionale è già all’opera per definire le celebrazioni anche per quest’ultimo rilevante appuntamento.

La Divina Commedia. Scritta tra 1304/07 e 1321, la Divina Commedia è un poema allegorico-didascalico in terzine incatenate di endecasillabi formato da tre ‘cantiche’: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ogni ‘cantica’ termina con la parola ‘stelle’ e a sua volta è composta da 33 canti ad eccezione dell’Inferno, che ne ha 34. L’opera fu decisiva nel consolidare il dialetto toscano quale lingua nazionale: Dante, non a caso, è considerato il padre dell’italiano. Ma la Divina Commedia, o Comedìa, rappresenta anche una preziosa testimonianza della società medievale e soprattutto tratta di temi e valori universali.

L’Inferno. E’ il primo dei tre regni ultraterreni toccati dal Sommo Poeta nel suo particolare viaggio. E’ un luogo di miseria e dannazione, destinato alle anime prive della Grazia divina. Guidato da Virgilio, Dante percorre i nove gironi in cui è suddiviso.

Canto V e canto XXVI. Il canto V, uno dei più famosi, ha per protagonisti Paolo e Francesca, collocati nel cerchio dei lussuriosi. I due amanti, a causa del loro tenero sentimento, vennero uccisi da Gianciotto, marito di Francesca. Emerge con forza il drammatico conflitto tra passione e morale, con Dante stesso che sembra provare una certa empatia nei confronti della coppia, pur condannata all’Inferno. Nel canto XXVI, invece, si parla dei consiglieri fraudolenti, cioè politici e condottieri che agirono con l’ingegno. Il Sommo Poeta incontra qui personaggi come Ulisse, l’eroe omerico che per far cadere Troia ordì l’inganno del cavallo di legno e che per seguir virtute e canoscenza sfidò i limiti del sapere umano.

L’appuntamento di domenica 29 marzo. La declamazione dei canti (con sottofondo musicale) sarà affidata a Simone Toffanin, attore, regista e fondatore della compagnia teatrale Cast. Eletto nel 2017 Giovane Eccellenza Padovana dal Lions Club “Padova-Graticolato Romano”, Toffanin è attualmente direttore artistico di varie stagioni teatrali della nostra regione. Al termine è previsto l’intervento di alcuni studiosi (in via di definizione), che offriranno al pubblico monselicense interessanti chiavi interpretative dell’opera dantesca.