Il filosofo Umberto Galimberti all’ETNOFILMfest 2018

Il filosofo Umberto Galimberti al castello

Sabato 2 giugno 2018 al Castello di Monselice  il prof. Umberto Galimberti ha relazionato sulle diverse concezioni del corpo in Occidente, nell’ambito dell’edizione 2018 dell’ETNOFILMfest, curato da Fabio Gemo.

Il filosofo Galimberti che ha relazionato sulle diverse concezioni del corpo che si sono succedute in Occidente. Erano presenti oltre 150 persone che letteralmente hanno occupato ogni spazio disponibile, scalini compresi. Galimberti ha subito precisato che la nozione di corpo nasce con Platone unitamente alla nozione di anima sottolineando che mentre il corpo è corruttibile l’anima è immortale.  La tradizione giudaico-cristiana non ha alcuna nozione di anima. E il cristianesimo, tra le religioni monoteiste, è la più corporea di tutte, significativa la frase ripetuta nel vangelo “il Verbo si è fatto carne”.  Nel cristianesimo l’anima viene introdotta da Agostino che la ruba a Platone e la inserisce nello scenario della salvezza. Nel suo libro “Città celeste” – situata in paradiso – colloca tutte le anime che diventano eterne (liberate dal corpo). Con Cartesio (1600) il corpo diventa oggetto di indagine  (Scienza) sul quale si sperimenta  la medicina come oggi la conosciamo. Con Schopenhauer e poi con la psicoanalisi il corpo diventa il rappresentante di quell’altra soggettività, rispetto all’Io, che è la specie che tiene le redini della nostra esistenza. Infine con la fenomenologia di Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, il corpo diventa il vero soggetto della nostra esistenza e ha come suo correlato non più l’anima (come voleva il dualismo platonico protrattosi per 2.000 anni), ma il mondo. Un grande applauso ben meritato ha salutato il professore. Un grande pomeriggio di filosofia anche a Monselice. Tanti i giovani presenti.

Tra le molte pubblicazioni di Galimberti invitiamo i lettori a leggere   Avventure e disavventure della verità 

Descrizione: Nell’indagare la verità e la sua storia, Galimberti risale anzitutto alla prima fonte della nostra cultura, ai greci, che ci hanno tramandato una verità legata alla visibilità, anche se non immediatamente sensibile, com’è indicato da Platone col termine ‘idea’. Ma qui inizia anche la sciagura del corpo nel mondo occidentale e la scissione, sempre più pronunciata, tra ciò che è inteso come anima e il corpo. Nell’età della tecnica la verità cambia ancora: vero è ciò che ha successo, che produce risultati, perché a contare sono gli effetti di realtà, non la redenzione o il sapere, ma unicamente quel che funziona. Al giorno d’oggi non abbiamo però nemmeno più la capacità di prevedere gli effetti delle nostre azioni e la tecnica (che non è la tecnologia) è diventata la visione e il mondo stesso in cui l’uomo vive. Un mondo in cui il concetto di verità non è ciò che fonda l’agire ma una sua imprevedibile conseguenza.

O in alternativa La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo

Descrizione: C’è un nuovo ospite inquietante. È il cinismo che pervade la nostra società e che avvilisce le nuove generazioni. Il grande filosofo e psicoanalista si pone come loro ascoltatore e offre agli adulti un fondamentale strumento di comprensione.

«Al nichilismo passivo della rassegnazione, non sono pochi i giovani che sostituiscono il nichilismo attivo di chi, prendendo le mosse proprio da quel desolante scenario, e non da consolanti speranze o inutili attese, inventa il proprio futuro.»

Ogni genitore si chiede chi sia il proprio figlio, che cosa desideri, come sia fatto il suo mondo. Ma spesso capire è complicato, ed essere d’aiuto nelle difficoltà lo è ancora di più. Umberto Galimberti sa che nell’era di Facebook e di Instagram la realtà che conta è quella virtuale, il tempo è accelerato e la competizione per ritagliarsi un ruolo nella società è molto forte: «Chi non corre e non vince in questa gara di velocità non è al mondo. In quel mondo virtuale che ormai è più reale del mondo cosiddetto ‘reale’». E come reagiscono i giovani a questa pressione? La fretta che ogni ventenne ha di realizzare i propri sogni rischia di degenerare in una forma di cinismo del tutto sconosciuta alla generazione dei suoi genitori. Ragazze e ragazzi si affidano all’indifferenza e al controllo dei sentimenti e delle emozioni, per evitare che le passioni diventino un ostacolo all’autoaffermazione. Questi giovani, allora, hanno bisogno di essere ascoltati e hanno bisogno di risposte. Per non perdere di vista il dono prezioso del tempo della vita, un tempo per rincorrere i propri sogni e anche per concedersi il lusso di commettere gli errori che fanno crescere. Galimberti dialoga con ciascuno ed esplora le sofferenze, i dubbi, le ansie e i desideri di una generazione. Ascolta le parole, le idee e le aspirazioni. E offre a ogni genitore uno strumento per interrogarsi sui propri figli, per comprendere la profondità delle loro domande e per impedire che tutte le speranze si trasformino in delusioni.

Biografia: Umberto Galimberti è un filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano. Compiuti gli studi di filosofia e psicologia, è attualmente professore ordinario di filosofia della storia presso l’Università di Venezia. Professore associato fino al 1999, precedentemente (dal 1976 al 1983) è stato professore incaricato di antropologia culturale. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association of Analytical Psychology.
Allievo di Karl Jaspers durante alcuni soggiorni in Germania, ne ha tradotto in italiano le opere. Ha dedicato anche alcuni studi a Edmund Husserl e a Martin Heidegger. Dal 1995 collabora con il quotidiano «la Repubblica». Tra le sue opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1977), Il corpo (1983), Dizionario di psicologia (1992), Psiche e tecne. L’uomo nell’età della tecnica (1998), Gli equivoci dell’anima (1999), Orme del sacro (2000), L’ospite inquietante (2007), Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (2008), La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (2009), I miti del nostro tempo (2009), Cristianesimo (2012), La disposizione dell’amicizia e la possessione dell’amore (2016), La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (2018).

(Editor Stefania Vitale)

Gruppo lettori della biblioteca in FB

Gruppo lettori della biblioteca in FB