Il giornalista Alberto Toscano racconta Gino Bartali – Rinviato

Si avvisano i lettori che a seguito delle disposizioni regionali urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, l’evento viene rinviato

Il giornalista Alberto Toscano racconta il grande ciclista Gino Bartali 

Gino Bartali (1914-2000): uno dei più forti ciclisti italiani di sempre ma anche un uomo giusto, capace di salvare numerosi ebrei dalle persecuzioni nazifasciste durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua straordinaria storia è analizzata da Alberto Toscano nel libro Gino Bartali. Una bici contro il Fascismo, pubblicato da Baldini+Castoldi nel 2019. L’opera verrà presentata presso la Loggetta sabato 21 marzo 2020. L’incontro, organizzato dall’assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca comunale in collaborazione con la libreria Fahrenheit e l’associazione ACD, rientra nell’ambito del ricco programma di iniziative culturali in preparazione del passaggio a Monselice del Giro d’Italia il 22 maggio 2020.

A cura di Maurizio De Marco

Il libro. In carriera Bartali ottenne incredibili successi: vinse tre edizioni del Giro e due Tour de France. Solo per questo era una sorta di leggenda vivente, icona sportiva di una nazione assieme al grande rivale Fausto Coppi: non a caso la foto che li ritrae in sella mentre si passano la borraccia entrò nell’immaginario collettivo del Paese. Toscano però va oltre ed esamina il personaggio da diversi punti di vista: la persona, il credente, il marito fedele ‘di due mogli’ (la sua bicicletta da corsa e quella in carne e ossa, Adriana), l’antifascista, l’anima ferita dalla prematura scomparsa del fratello Giulio. Bartali era un uomo integro, che preferiva inimicarsi il regime piuttosto che finire una gara con il saluto romano.

Il ciclista italiano, contrario alle leggi razziali, si adoperò concretamente all’interno di una rete clandestina per aiutare, nascondere e mettere in salvo molti ebrei. Per questa ragione oggi è presente il suo nome sul Muro dei Giusti al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme. ‘Ginettaccio’, tuttavia, non amava parlare dei suoi meriti extra sportivi e tantomeno dei chilometri percorsi fra la Toscana e l’Umbria per salvare gli ebrei perseguitati, procurando loro i documenti falsi. Era convinto che ‘il bene si fa ma non si dice’, perchè ‘certe medaglie si appendono all’anima e non alla giacca’. Un coraggioso esempio di umanità, quello di Bartali, che merita sicuramente di essere raccontato.

L’autore. Alberto Toscano (Novara, 1948) è giornalista, saggista e politologo. È stato ricercatore dell’ISPI di Milano e redattore del settimanale ‘Relazioni Internazionali’. A Parigi, dove vive dal 1986 e collabora con i principali gruppi radiotelevisivi, i media lo hanno definito ‘il più francese dei giornalisti italiani’. Ex presidente dell’Associazione stampa estera in Francia e attuale presidente del Club de la presse européenne di Parigi, è membro dell’Unità di formazione e ricerca di italiano della Sorbona. È cavaliere dell’Ordine del merito sia della Repubblica francese sia della Repubblica italiana.

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