I proff. Mengaldo e Peron commentano l’Infinito di Leopardi – Rinviato

PROFESSOR EMERITO PIER VINCENZO MENGALDO - fotografo: marco bergamaschi

Si avvisano i lettori che a seguito delle disposizioni regionali urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, l’evento viene rinviato

Anche Monselice omaggia l‘Infinito di Leopardi. Nel 2019 la famosissima lirica del poeta di Recanati ha compiuto duecento anni: è stata infatti composta nel 1819, per essere poi pubblicata nel 1826 negli Idilli. Si tratta di un brano universale, capace di parlare all’uomo di ieri come a quello di oggi. Un brano che ciascuno di noi ha studiato a scuola, ma che forse è giunto davvero il momento di riscoprire nel suo significato autentico e compiuto. Per questo l’assessorato alla Cultura e la Biblioteca comunale propongono per sabato 29 febbraio 2020 – 0re 17 – alla Loggetta una conferenza curata dal professor Pier Vincenzo Mengaldo con il sostegno del prof. Gianfelice Peron.

Il poeta e la poesia. Giacomo Leopardi (1798-1837) è stato il maggiore poeta dell’Ottocento italiano. Intellettuale dalla straordinaria cultura, spirito sofferente, sensibile e profondo, scrisse L’Infinito durante la giovinezza, trascorsa nella cittadina natale, Recanati, nelle Marche. La lirica si caratterizza innanzitutto per il significativo legame tra il paesaggio naturale e gli stati d’animo dell’autore. Per il ventunenne Leopardi, che aveva il monte Tabor (ovvero il colle di Recanati, oggi trasformato in un parco) come meta abituale dei tanti pomeriggi trascorsi in solitudine, la siepe, ostacolo fisico alla vista, è l’elemento che spinge ad andare oltre attraverso l’immaginazione. E dunque permette alla mente di sconfinare nell’infinito: un’immensità dello spazio e del tempo nella quale perdersi è dolce.

La poesia, in endecasillabi sciolti, è contraddistinta da numerosi termini legati alla sfera semantica dell’indefinitezza e fa ricorso a diverse figure retoriche. Ciononostante le frasi presentano una costruzione semplice e privilegiano la coordinazione: poche le subordinate, costituite per lo più da gerundi. Il manoscritto originale de L’Infinito è custodito presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, la città in cui Leopardi visse gli ultimi anni della sua breve esistenza. Dopo la morte gli scritti autografi del poeta furono infatti custoditi dall’amico Antonio Ranieri, che poi tramite testamento ne dispose il passaggio a questa Biblioteca.

Il relatore. Filologo e critico letterario, Pier Vincenzo Mengaldo, nato a Milano nel 1936, è professore emerito di Storia della Lingua italiana presso l’università di Padova. Particolarmente sensibile ai metodi della critica stilistica, è autore di studi che spaziano dall’epoca di Dante al Novecento. Ha pubblicato, tra l’altro, l’edizione critica delle Opere volgari del Boiardo (1962), il volume La lingua del Boiardo lirico (1963), le edizioni commentate dei Sonetti di Rustico di Filippo (1971) e del De vulgari eloquentia di Dante (1979), il saggio Linguistica e retorica in Dante (1978), l’antologia Poeti italiani del Novecento (1978), le tre serie della Tradizione del Novecento (1975, ’87 e ’91), lo studio L’epistolario di Nievo. Un’analisi linguistica (1987), l’ampio panorama linguistico Il Novecento (1994) e Antologia personale (1995). Nel 1999 ha raccolto le sue recensioni nel volume Giudizi di valore, seguito da Prima lezione di stilistica (2001) e dagli studi di letteratura sul Settecento (Gli incanti della vita, 2003), su Di Giacomo (Studi su Salvatore Di Giacomo, 2003) e su Leopardi (Sonavan le quiete stanze. Sullo stile dei «Canti» di Leopardi, 2006, e Antologia leopardiana. La poesia, 2011).

Gianfelice Peron ha insegnato Filologia Romanza presso il Dipartimento di Romanistica dell’Università di Padova. Ha coordinato l’Indirizzo di Romanistica della Scuola di Dottorato di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie di Padova. Si è occupato delle letterature medievali francese (epica, romanzo), provenzale (diffusione della poesia dei trovatori in Italia, traduzioni trobadoriche in Italia), franco-italiana, pubblicando vari contributi in riviste e in volumi. Si interessa anche delle letterature moderne fra Ottocento e Novecento.

Link utili. Per accedere alla sezione del sito della Biblioteca Nazionale di Napoli dedicata agli autografi di Leopardi: http://digitale.bnnonline.it/index.php?it/119/giacomo-leopardi-canti.