La Maratona di lettura 2018. L’attore Fabio Gemo recita Moby Dick

L’Assessorato alla cultura della Regione del Veneto in collaborazione con la sezione regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Associazione Librai Italiani,  il Sindacato Italiano Librai Cartolibrai e l’Istituto Regionale Ville Venete organizzano per venerdì 28 settembre 2018 la seconda edizione di “Il Veneto legge”. Si tratta di una maratona di lettura che vuole coinvolgere innanzitutto scuole, biblioteche, librerie, ma che si rivolge a tutti i cittadini che amano i libri e la lettura. Promuoveremo la lettura leggendo per bambini (ma anche per gli adulti, gli anziani e ai ragazzi) nelle scuole, in biblioteca, in libreria ma anche a casa o in qualsiasi luogo sia possibile organizzare un momento di incontro.  Info qui


La biblioteca di Monselice aderisce alla Maratona di lettura 2018 organizzando una serata dedicata alla lettura e approfondimento di alcuni capitoli del famoso romanzo di Herman Melville “Moby Dick”. Dopo una lettura collettiva dell’opera  il regista teatrale Fabio Gemo reciterà i brani più famosi del celebre racconto. L’evento prevede un intervento anche nelle scuole di Monselice

Moby Dick nelle scuole

Grazie alla collaborazione delle prof. Patrizia De Carlo e Cristina Zanetti saranno coivolte nel progetto alcune classi delle scuole superiori di Monselice con le quali analizzeremo in classe il romanzo dal punto di vista letterario e storico. Ci aiuterà in questo percorso il prof. Roberto Valandro; in linea di massima gli incontri si svolgeranno con il seguente programma:

– giovedì 20 settembre, dalle 8.00 alle 8.45, nella sede del Liceo Cattaneo con le classi seconde  della prof.ssa Patrizia De Carlo;

– martedì 25 settembre, dalle 9.00 alle 9.45 nella sede del Professionale Duca d’ Aosta, in Via Garibaldi, 50  (Classe 2^ ASC – prof.ssa Zanetti).

 

Programma della serata:

Saluto dell’assessore alla cultura Gianni Mamprin;

Riccardo Ghidotti e Roberto Valandro introducono e presentano il libro commentando le possibili chiavi di lettura

Lettura di alcune pagine del romanzo affidate a:  Lucia Boaretto

Gianluca Cappellozza; Alessandra Fasson, Valter Bertazzo; Giancarlo Fabbian; Patrizio Cazzaro; Gastone Cusin; Annamaria Bizzotto; Valeria Rocca; Lucia Boaretto; Camilla Bovo; Monica Buson; Giannino Scanferla

….

e a quanti vogliono partecipare alla simpatica competizione letteraria dando la propria adesione presso la biblioteca comunale.

Lettura teatrale degli ultimi tre capitoli di Moby Dick, a cura dell’attore Fabio Gemo

L’evento viene realizzato in collaborazione con la Libreria Fahrenheit e l’Associazione Amici dei Musei di Monselice

 

Venerdì 28 settembre 2018 – Palazzo della Loggetta – Inizio ore 18.30  e fino alle 20.

Naturalmente attendiamo altri lettori per partecipare alla lettura collettiva. Iscrizioni in biblioteca

In sintesi la trama del romanzo:

Il narratore, Ismaele, è un marinaio in procinto di partire da Manhattan. Nonostante «sia oramai piuttosto vecchio del mestiere» per le esperienze vissute nella marina mercantile, questa volta ha deciso che per il suo prossimo viaggio s’imbarcherà su una baleniera. In una notte di dicembre giunge così alla Locanda dello Sfiatatoio, presso New Bedford (Massachusetts), accettando di dividere un letto con uno sconosciuto al momento assente. Quando il suo compagno di branda, un tatuatissimo ramponiere polinesiano chiamato Queequeg, fa ritorno a ora tarda e scopre Ismaele sotto le sue coperte, i due uomini si spaventano reciprocamente. Diventati presto amici, i due decideranno di imbarcarsi assieme dall’isola di Nantucket sulla Pequod un «…bastimento vecchio e inusitato… una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola… Stagionata e tinta dalle intemperie di tutti e quattro gli oceani. Un veliero cannibale, che si ornava delle ossa cesellate dei suoi nemici» con le quali è stata adornata. La nave è equipaggiata da 30 marinai di ogni razza e provenienti da ogni angolo del pianeta.
É comandata da un inflessibile capitano quacchero, chiamato Achab, che sembra non essere sulla nave, descritto da uno degli armatori come «un grand’uomo, senza religione, simile a un dio», il quale «è stato all’università e insieme ai cannibali». Poco dopo sul molo i due amici s’imbattono in un misterioso uomo dal nome biblico di Elia che allude a future disgrazie che colpiranno Achab. Il clima di mistero cresce la mattina di Natale quando Ismaele vede delle oscure figure nella nebbia vicine al Pequod, che proprio quel giorno spiega le vele.

Moby Dick
All’inizio sono gli ufficiali della nave a dirigere la rotta, mentre Achab se ne sta rinchiuso nella sua cabina. Il primo ufficiale è Starbuck, un Quacchero serio e sincero che si dimostra anche un abile comandante; in seconda c’è Stubb, spensierato e allegro, sempre con la sua pipa in bocca; il terzo ufficiale è Flask, tozzo e di bassa statura e del tutto affidabile. Ciascun ufficiale è responsabile di una lancia con il proprio ramponiere.
Una mattina, qualche tempo dopo la partenza, finalmente Achab compare sul cassero della nave. La sua è una figura imponente e impressionante con una gamba che gli manca dal ginocchio in giù, rimpiazzata da una protesi realizzata con la mascella di un capodoglio. Achab svela all’equipaggio che il vero obiettivo della caccia è Moby Dick, un vecchio ed enorme capodoglio, dalla pelle chiazzata e con una gobba pallida come la neve, che lo ha menomato durante il suo ultimo viaggio a caccia di balene. Egli non si fermerà davanti a niente nel suo tentativo di uccidere la balena bianca. Il primo ufficiale Starbuck che vorrebbe invece cacciare le balene e ritornarsene tranquillamente a casa rifuggendo dall’odio e dalla vendetta alla fine obbedirà al suo capitano.
Durante la prima calata della lance per inseguire un gruppo di balene Ismaele riconosce gli uomini intravisti nella foschia prima che il Pequod salpasse. Achab aveva in segreto portato con sé il proprio equipaggio, incluso un ramponiere chiamato Fedallah (a cui si fa anche riferimento come ‘il Parsi’), un enigmatico personaggio che esercita una sinistra influenza su Achab al quale profeterà che la morte li colpirà assieme.
Il romanzo descrive numerosi “gam”, incontri fra due navi in mare aperto[9] durante i quali per Achab c’è un’unica domanda che sempre pone all’equipaggio delle altre navi: «Avete visto la Balena Bianca?»

Queequeg
Quando il Pequod entra nell’Oceano Pacifico Queequeg si ammala mortalmente e chiede al carpentiere della nave che gli venga costruita una bara che non gli servirà poiché alla fine deciderà di continuare a vivere. La bara diviene così la sua cassa portaoggetti che poi verrà calafatata e adattata per rimpiazzare il gavitello del Pequod.

Achab rampona Moby Dick
Da equipaggi di altre baleniere giungono notizie su Moby Dick. Il capitano Boomer del Samuel Enderby, che ha perso un braccio proprio a causa della balena, si stupisce di fronte al bruciante bisogno di vendetta di Achab. Dalla nave Rachele arriva una richiesta di aiuto per ricercare il figlio più giovane del capitano andato disperso assieme alla sua barca durante un recente scontro con la balena bianca. Ma il Pequod adesso è davvero vicino a Moby Dick e Achab non si fermerà di certo per soccorrerli. Infine viene incrociata la Letizia mentre il suo capitano sta facendo gettare a mare un marinaio ucciso da Moby Dick. Starbuck, sentendo vicino il disastro, implora vanamente Achab per l’ultima volta di riconsiderare la sua sete di vendetta.
Il giorno dopo, il Pequod avvista Moby Dick. Per due giorni l’equipaggio insegue la balena, che infligge loro numerosi danni, compresa la scomparsa in mare del ramponiere Fedallah che al terzo giorno Moby Dick, riemergendo, mostra ormai morto avviluppato dalle corde dei ramponi. Il capodoglio che nuota lontano dal Pequod non cerca la morte dei balenieri mentre Achab vuole la sua vendetta. Starbuck esorta un’ultima volta Achab a desistere, osservando che:  « Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu che insensato cerchi lei! »
Achab ignora per l’ennesima volta la voce della ragione e continua con la sua caccia sventurata. Poiché Moby Dick aveva danneggiato due delle tre lance che erano salpate per cacciarlo, l’imbarcazione di Achab è l’unica rimasta intatta. Achab rampona la balena, ma la corda del rampone si rompe. Moby Dick si scaglia allora contro il Pequod stesso, il quale, danneggiato gravemente, comincia ad affondare. Achab rampona nuovamente la balena ma questa volta il cavo gli si impiglia al collo e viene trascinato negli abissi oceanici dall’immersione di Moby Dick. La lancia viene quindi inghiottita dal vortice generato dall’affondamento della nave, nel quale quasi tutti i membri dell’equipaggio trovano la morte. Soltanto Ismaele riesce a salvarsi, aggrappandosi alla bara-gavitello di Queequeg, e dopo un intero giorno e un’intera notte viene fortunosamente recuperato dalla Rachele.

 

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