La storia infinita di Michael Ende compie quarant’anni

La Biblioteca di Monselice prossimamente realizzerà un laboratorio dedicato a La storia infinita, romanzo fantastico pubblicato nel 1979 a Stoccarda dallo scrittore tedesco Michael Ende. L’opera ha riscosso negli anni un’enorme successo, vendendo più di 10 milioni di copie nel mondo e diventando un classico della letteratura per ragazzi. E’ stata utilizzata anche nei videogiochi ed è passata attraverso il cinema e la televisione. Più che un romanzo è in realtà un metaromanzo, cioè un libro nel libro o un libro che parla di altri libri. Dentro la cornice narrativa della realtà, infatti, si svolgono gli eventi del Regno di Fantàsia. L’autore in questo modo rompe la barriera che divide lettore e personaggio, perchè il protagonista passa da un ruolo all’altro.

La trama. La storia narra di Bastiano, un ragazzino grassoccio, impacciato e solo. Ma con una grande passione: leggere. Un giorno in una vecchia libreria scopre un volume intitolato La storia infinita. Bastiano, irresistibilmente attratto da questo libro, lo ruba e ci si immerge a capofitto. Ben presto realizza di non essere un semplice spettatore delle vicende raccontate, bensì di viverle anche da protagonista. E’ chiamato quindi a salvare il mondo incantato di Fantàsia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese. Quello di Ende è un grande romanzo di formazione, un viaggio nell’immaginazione, nell’arte e nella mitologia, una straordinaria avventura che ha saputo incantare generazioni di lettori.

Il messaggio. Lo scrittore voleva spingere i lettori a considerare la fantasia non come una via di fuga dal mondo, ma come un mezzo per affrontare i problemi. La storia rappresenta un invito a risvegliare le nostre personali energie creative per superare le crisi e costruire un nuovo mondo di valori. Particolarmente significativa è la seconda parte dell’opera, nella quale a Bastiano viene assegnato il compito di ricostruire il regno di Fantàsia con la sua immaginazione. Lui però eccede e delinea un’immagine di sé diversa dalla realtà, diventando di fatto prigioniero del regno da lui stesso modellato. Solo grazie a un aiuto esterno il ragazzo recupererà i ricordi e tornerà alla sua vita, ormai cambiato. L’insegnamento che se ne ricava riguarda quindi l’importanza di non perdere il contatto con la realtà, con le vere priorità dell’esistenza. Un messaggio che, al tempo dei social network, suona quanto mai attuale.

La particolare struttura del libro. I 26 capitoli sono posti in ordine alfabetico, dalla A alla Z. Nel romanzo compaiono simboli ed elementi che richiamano una visione ciclica del tempo. L’ultimo capitolo, Z, lascia intendere un ritorno alla A: una storia infinita, infatti, non può avere una fine. Per  agevolare la comprensione dei piani narrativi della storia, l’autore ha dato all’opera una forma estetica particolare. Il libro è scritto in due colori: in rosso le parti ambientate nel mondo degli uomini e in verde acqua quelle ambientate nel  Regno di Fantàsia. Il volume fu pubblicato nel 1979 dalla Thienemann Verlag, mentre la prima uscita italiana venne curata dalla Longanesi nel 1981.

L’autore. Michael Andreas Helmuth Ende nacque il 12 novembre 1929 a Stoccarda, in Germania. La sua infanzia venne funestata nel 1937 dalla morte di un caro amico, Willie, da cui lo scrittore trarrà poi ispirazione per il personaggio di Bastiano. Nel 1945 fu spedito al fronte, dove assistette alla morte di numerosi giovanissimi compagni. Fece quindi parte di un gruppo antinazista. Si avvicinò al mondo del teatro e trovò in seguito lavoro in una compagnia radiofonica e nel 1958 completò il suo primo libro, Le avventure di Jim Bottone. Si trasferì a Roma e pubblicò nel 1972 il romanzo Momo. Nel 1979 invece fu la volta de La storia infinita, che ottenne un vasto successo. Ende si spense il 28 agosto 1995, all’età di 65 anni.