L’alfabeto creativo di Lorenzo Marini a “Monselice Scrive” – 3/02/2018

Lorenzo Marini a Monselice Scrive 2018 - Monselice 3 febbraio 2018

IL PIACERE DELLA PAROLA ‘IMMAGINATA’
è lo slogan che Lorenzo Marini ha regalato alla biblioteca di Monselice per promuovere la lettura in Città. Un delicato omaggio avvenuto sabato 3 febbraio 2018 durante la presentazione del suo libro Type visual (un colouring book) che rappresenta una nuova evoluzione della sua creatività. Una Loggetta strapiena di monselicensi ha ascoltato senza fiatare la sua teoria sul concetto di pubblicità che secondo Marini deve ‘vendere’ la speranza in un mondo migliore, non oggetti. Un pomeriggio molto interessante durante il quale è stato spiegato come anche le semplici vocali nascondono dei messaggi subliminali che trasmettono emozioni (gioia o paura) a tutti gli spettatori. Marini infine ha consigliato a tutti di spegnere il televisore e vivere secondo il proprio istinto, quasi una provocazione.. ma da un creativo non potevano aspettarci nulla di diverso.

L’art therapy diventa una nuova espressione d’arte con il colouring book di Lorenzo Marini. Il noto artista creativo è riuscito a reinventare l’alfabeto, conferendo alle 26 lettere una nuova e originale bellezza che trova nell’arte e nella creatività il suo fondamento. “Type visual” nasce dalla volontà dell’artista di slegare le lettere dal loro significato e dalla loro funzione intrinseca, per celebrarne la mera dimensione estetica e permettere a ognuno di noi di sperimentare la propria vocazione artistica, interpretando liberamente forme, linee e colori. Un colouring book che lascia le forme del disegno tradizionale per abbracciare una nuova e divertente geometria.

Lorenzo Marini a Monselice 3 febbraio 2018

Biografia: Lorenzo Marini è nato a Monselice nel 1958, vive e lavora fra Milano, Los Angeles e New York. Dopo gli studi artistici e la laurea in Architettura a Venezia nel 1980, lavora presso alcune agenzie pubblicitarie italiane: Ogilvy, Leo Burnett, Canard e Gruppo Armando Testa. Nel 1997 fonda a Milano la Lorenzo Marini & Associati, agenzia con filiali a Forlì e Torino e che nel 2010 apre una sede a New York.
Nella sua carriera da art director viene insignito di oltre 300 premi nazionali e internazionali, tra cui il Leone d’Oro di Cannes al Festival internazionale della pubblicità per la campagna Agnesi nel 1985. Artista multidisciplinare si dedica negli anni a numerose attività: dal cartooning alla regia, alla pittura e in particolare alla scrittura, con la pubblicazione di alcuni saggi e di due romanzi.
Ha condotto per Rai Radio 2 ‘Il giorno della marmotta’, programma sulla creatività, in coppia con Dario Vergassola.

L’ALFABETO CREATIVO DI LORENZO MARINI.

L’arte di Lorenzo Marini approda con “Type Visual” verso un nuovo interessante orizzonte, quello dell’Art Therapy. Marini rilegge l’alfabeto e ne dà una sua personale interpretazione attraverso un itinerario di ricerca artistica che si fa grafica. Con questo colouring book l’artista spoglia ogni lettera della sua forma classica e la destruttura. Obiettivo è conferire alle 26 lettere una nuova e più originale bellezza che trovi nell’arte e nella creatività il suo fondamento.
Fil rouge di “Type Visual” è la grande varietà di texture che fanno risaltare in modo giocoso l’alfabeto dell’eclettico artista. Ogni elemento tradizionale delle lettere si presta a essere riletto dallo spirito creativo di Marini attraverso una ricerca a tutto campo che dall’ironia della piuma (lettera F) passa all’eleganza dell’incastro (lettera O) per includere la pennellata ispirata all’ideogramma orientale (lettera J). Brio e leggerezza, evocate anche dallo sfondo che richiama il Messico (lettera Y), diventano parole chiave di questo alfabeto che propone l’arte come miglior antidoto per combattere la monotonia e lo stress del quotidiano. Quello di Lorenzo è un invito a sorridere, come suggerisce attraverso la lettera U, e a esprimere il proprio sé attraverso i colori. In fondo il noto creativo nel reinventare l’alfabeto non fa altro che offrire la possibilità a ognuno di noi di sperimentare la propria vocazione artistica tirando fuori “il bisogno e la necessità di sentirsi vivere e crescere”, vera caratteristica di ogni artista anche per Herman Hesse.
Le lettere però non sono soltanto meri segni grafici ma l’alfabeto di un’anima, la vibrante grammatica interiore di un art director che non vuole e forse non può svelare l’autentica profondità del suo essere. Un labirinto di idee dove è meglio perdersi senza cercarne la significazione ultima e qui risiede la sua qualità, la fascinazione, l’allure di un’opera che lascia al fruitore la libertà di cercare nel mistero lo spirito dell’artista.

Gruppo lettori della biblioteca in FB

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