L’antropologo Marino Niola all’ETNOFILMfest 2018 (1 giugno 2018)

Marino Niola al castello di Monselice

Venerdì 1 giugno 2018 presso il Castello di Monselice l’antropologo della contemporaneità Marino Niola  ha relazionato sul tema “Tra vita e giro vita : la dieta come fabbrica del corpo”, nell’ambito dell’edizione 2018 dell’ETNOFILMfest, curato da Fabio Gemo. 

Niola ha subito precisato che il corpo lo costruiamo noi, giorno dopo giorno: ognuno di noi contribuisce a personalizzare il proprio corpo: con il cibo, la ginnastica e lo sport. Attraverso i mass media ci arrivano le indicazioni della società, sta a noi poi seguirle o meno. Il nostro corpo quindi è il risultato di una lotta tra l’io e la società. Tra i messaggi veicolati il più preoccupante e quello che associa il diavolo con il grasso, mentre la società esalta i magri. Semplificando chi mangia fa peccato. Una lotta senza confine nella quale l’industria dietetica detta le sue leggi e impone i suoi prodotti.  In fondo oggi la nostra civiltà ci vuole tutti di corsa e il metro per misurare la nostra integrazione con gli altri è il pesapersone. Mangiare quindi non è semplicemente nutrirsi. Il cibo è diventato uno dei fattori materiali e simbolici della costruzione e ricostruzione del corpo. E i diversi regimi alimentari sono diventati gli esercizi spirituali della società dell’abbondanza. Religioni del corpo e non più dell’anima per una società che ha messo il bio al posto di dio e ha trasformato l’etica in dietetica. Bravo e convincente il prof. Niola, ci ha dato molti motivi sui quali riflettere, magari mangiando una sacchetto di patatine (quelle dietetiche però).

Tra le pubblicazioni di Niola segnaliamo:

Andare per i luoghi della dieta mediterranea di Elisabetta Moro e Marino Niola

Convivialità, stagionalità, sostenibilità. Sono i segreti della dieta mediterranea. Uno stile di vita che ha conquistato il mondo. Scoperta negli anni Cinquanta tra Napoli e il Cilento da due scienziati americani. Fondata sugli alimenti-simbolo della triade mediterranea – cereali, olio e vino – questa dieta che non è una dieta combina felicemente eredità del mondo classico e tradizioni locali. Scopriamola nei suoi luoghi sacri: dalla Campania, con Amalfi e le acciughe di Cetara, o con Pozzuoli, regno dei frutti di mare, alla Puglia, con le orecchiette di grano arso di Tricase e con la pasta di mandorle di Lecce, dalla Lucania, con il suo pane antico, alla Sicilia, con i tonni di Favignana, le panelle di Palermo e gli arancini di Catania – oltre che in quegli autentici empori di tipicità che sono Napoli, Genova, Venezia.

 

 

 

Marino Niola è un antropologo della contemporaneità. Insegna Antropologia dei Simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. È editorialista de «La Repubblica». Sul «Venerdì» di «Repubblica» cura la rubrica Miti d’oggi.
Collabora con «Le Nouvel Observateur», «Il caffè» di Locarno, «Il Mattino» di Napoli.
Dal 2008 al 2010 è stato presidente del Teatro Stabile di Napoli.

 

 

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