Le ‘soglie’ di Alberto Giordani (6/4/2019)

Sabato 6 aprile 2019, alle ore 17, alla loggetta Alberto Giordani presenta il suo libro ‘Soglie’. Ha introdotto Anna Manfio.

“Soglie” di Alberto Giordani, è una raccolta di brevissimi episodi, parti di racconti, privi di relazioni gli uni con gli altri. Questo è la loro cifra, episodi che non devono avere continuità per essere compiuti in sé. E’ un percorso a tappe: in ogni tappa c’è un vincitore, uno sconfitto, chi ha avuto la fortuita combinazione  di superare la soglia o di trattenersene fuori, con il contorno di molto e molti altri indifferenti – gregari di vita altrui – anche se vissuta in prima persona come attori in scena che si trovano a essere qualcuno loro malgrado. Gli episodi, pur nella loro reciproca estraneità narrativa, possono essere tuttavia le tessere dell’esistenza di chiunque. A chiunque può capitare di trovarsi anche in tutte le scene presenti nel libro. In fondo una forma narrativa di questo genere, non è altro che ciò che ci capita di vivere e su cui ci capita di riflettere.
La scrittura di Giordani, benché a volte sapientemente ricercata, rispetto alla sua opera precedente, è più scorrevole, dimostra meno tensioni nella sintassi ed è molto equilibrata nella narrazione, alternando nella giusta misura descrizioni, monologhi interiori, considerazioni fuori campo, dialoghi. Si legge volentieri e non comporta grandi sforzi di analisi. E’ inoltre una buona sintesi tra vari generi narrativi, dal noir al romanzesco, dal poliziesco allo psicoanalitico.

Alberto Giordani è scrittore, regista e attore. Nel 2015 esce per Mimesis la sua prima raccolta di racconti Passaggi, che nel 2017 ha vinto il Premio “Maria Messina” sezione narrativa. La successiva raccolta Soglie nel 2018 si è classificata seconda ai premi “Franz Kafka Italia” e “Lord Byron Golfo dei Poeti”. Una selezione di sue poesie è stata pubblicata su «Italian Poetry Review», edita dalla Columbia University. Ha scritto interventi per «Oscillations», rivista francese di scienze umane e arti, e per «Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti». Durante la sua carriera teatrale è stato assistente di Alain Maratrat alla Shakespeare Company di Berlino e ha diretto Agrippina di Händel presso La Fenice di Venezia insieme a Juliette Deschamps. Ha collaborato con l’Università Iuav di Venezia, il Politecnico di Milano e l’Università della Svizzera Italiana. Vive e lavora a Parigi.

Anna Manfio si è laureata in Scienze e Tecniche del Teatro presso l’università IUAV di Venezia, partecipa a vari spettacoli e laboratori in qualità di attrice cantante e autrice collaborando, tra gli altri, con Heiner Goebbles, Walter Le Moli, Davide Livermore, Alain Maratrat, Adolf Shapiro, Marco Baliani. Diplomata al conservatorio B.Marcello di Venezia, ha studiato con Elisabetta Tandura, Roberto Scandiuzzi, Giovanna Casolla, Tatiana Chivarova e Sara Mingardo. Finalista in diversi concorsi lirici internazionali (Concorso Toti dal Monte per il ruolo di Norma, Concorso Rinaldo Pellizzoni, Concorso Spazio Musica di Orvieto), ha frequentato nel 2017 il corso di alto perfezionamento per cantanti lirici presso il Teatro Mario del Monaco di Treviso.
Dal 2009 è attrice, autrice, regista teatrale e sceneggiatrice e autrice per il cinema e la televisione per Gruppo Alcuni di Treviso. Tra i suoi ultimi spettacoli la guerra dei Piccoli e Operamorsi(2015), la festa straniera: incontro di Migranti e I fantasmi dell’Opera (2017), I Bulli siamo noi (2018). E’ autrice anche di libretti per il teatro musicale in collaborazione con gli allievi delle Violopera Masterclass di composizione operistica di Luca Mosca e Pierangelo Valtinoni. E’ stata attrice e cantante nelle produzioni di Gruppo Alcuni e Teatri e Umanesimo Latino Spa “Pierino e il lupo Vegetariano” e “Le quattro stagioni” in collaborazione con l’orchestra Filarmonia veneta e RecordaRes. Ha debuttato il ruolo di Cio Cio San in “Madama Butterfly”, di Giorgetta in “Tabarro”, il ruolo eponimio in “Tosca” di Giacomo Puccini. Nel settembre 2018, interpreta il ruolo di Fosca nella prima assoluta dell’opera “Crisantemi, o la morte di Liù” prodotta dal teatro dell’Opera di Stato Ungherese.

 

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