Le ‘soglie’ di Alberto Giordani.

“Soglie” di Alberto Giordani, è una raccolta di brevissimi episodi, parti di racconti, privi di relazioni gli uni con gli altri. Questo è la loro cifra, episodi che non devono avere continuità per essere compiuti in sé. E’ un percorso a tappe: in ogni tappa c’è un vincitore, uno sconfitto, chi ha avuto la fortuita combinazione  di superare la soglia o di trattenersene fuori, con il contorno di molto e molti altri indifferenti – gregari di vita altrui – anche se vissuta in prima persona come attori in scena che si trovano a essere qualcuno loro malgrado. Gli episodi, pur nella loro reciproca estraneità narrativa, possono essere tuttavia le tessere dell’esistenza di chiunque. A chiunque può capitare di trovarsi anche in tutte le scene presenti nel libro. In fondo una forma narrativa di questo genere, non è altro che ciò che ci capita di vivere e su cui ci capita di riflettere.
La scrittura di Giordani, benché a volte sapientemente ricercata, rispetto alla sua opera precedente, è più scorrevole, dimostra meno tensioni nella sintassi ed è molto equilibrata nella narrazione, alternando nella giusta misura descrizioni, monologhi interiori, considerazioni fuori campo, dialoghi. Si legge volentieri e non comporta grandi sforzi di analisi. E’ inoltre una buona sintesi tra vari generi narrativi, dal noir al romanzesco, dal poliziesco allo psicoanalitico.

Alberto Giordani è nato a Monselice. Nel 2015 esce  la sua prima raccolta di racconti ‘Passaggi’, che nel 2017 ha vinto il premio “Maria Messina” sezione narrativa.

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