Lo scrittore Paolo Malaguti incontra i lettori di Monselice (23/2/2019)

Paolo Malaguti e il presentatore Marcello Bardini

Lo scrittore Paolo Malaguti ha presentato il suo ultimo libro “Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia paesaggio e fantasie” sabato 23 febbraio 2019, alle ore 16, alla Loggetta. 

Paolo, finalista del premio Strega, è stato accolto con calore da molti monselicensi, memori del bel libro “La reliquia di Costantinopoli” presentato anche a Monselice nel 2017. Malaguti all’inizio dell’incontro ha precisato che il suo libro vuole descrivere la più grande opera pubblica in costruzione  in Italia, la Pedemontana; una superstrada lunga quasi 100 chilometri, destinata a collegare Montecchio Maggiore con Spresiano. Paolo ha percorso questo viaggio in sella alla sua bicicletta allo scopo di osservare più da vicino il paesaggio e contrapporre alla futura velocità della superstrada il punto di vista privilegiato della lentezza. Il romanzo si rivolge soprattutto alle generazioni future e lascia loro la testimonianza di un paesaggio che poi muterà radicalmente. Ogni capitolo rende omaggio ad un autore che del Veneto ha fatto il proprio laboratorio narrativo: da Meneghello a Zanzotto, passando per Vitaliano Trevisan e Rigoni Stern. Il libro, oltre che le sensazioni di Malaguti, raccoglie quindi anche ciò che lo scrittore stesso mediante la letteratura ha scoperto riguardo ai cambiamenti della regione nel corso del tempo. La bicicletta, unico mezzo di trasporto da sempre presente in ogni famiglia, diventa così il filo rosso che unisce il Veneto di ieri e quello di oggi.

Vista dall’alto, la Superstrada Pedemontana è poco più di un segno che appare e scompare tra i campi e i centri abitati dell’alto Veneto. Eppure, con i suoi novantatré chilometri di gallerie, trincee e viadotti, è l’infrastruttura in costruzione più estesa d’Italia, e ha alle spalle una storia travagliata, costellata di polemiche e false partenze. La particolarità non sta però solo nelle sue dimensioni, ma nel territorio che la circonda: da Montecchio Maggiore a Spresiano, il tracciato si apre su un tessuto produttivo e sociale unico in Europa, un orizzonte ininterrotto di paesi, vigneti e fabbriche, proiettato allo stesso tempo nel futuro e legato a doppio filo alle proprie tradizioni. Paolo Malaguti, cultore e narratore di cose venete, nelle tappe che compongono questo libro ha deciso di esplorarne i margini in bicicletta, contrapponendo alla futura velocità dell’autostrada il punto di vista privilegiato della lentezza. Da questi due ritmi opposti deriva il racconto di un’opera pubblica che è un formidabile campo di metafore, cronache, vissuti e immaginari, e in cui, come i residui della Grande guerra riaffiorano dal terreno tra i campi di formenton e le villette incompiute, varie epoche sembrano coesistere nello stesso spazio. Nella tradizione degli scrittori che di questa regione hanno fatto il loro laboratorio narrativo (tra gli altri, Meneghello, Zanzotto e Rigoni Stern), il Veneto diventa così un punto di osservazione inedito sul resto del paese, in cui il coesistere di identità secolari e brusche accelerazioni sembra essere l’unica forza di cambiamento possibile.
Paolo Malaguti è nato a Monselice (Padova) nel 1978. Attualmente vive ad Asolo e lavora come docente di Lettere a Bassano del Grappa. Con Neri Pozza ha pubblicato La reliquia di Costantinopoli (2015), finalista al Premio Strega 2016. Tra le sue opere Nuovo sillabario veneto (BEAT, 2016) e Prima dell’alba (Neri Pozza, 2017).

 

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