Vox di Christina Dalcher

Descrizione: Puoi dire non più di 100 parole al giorno. Ma solo se sei una donna.

Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Limite di 100 parole raggiunto.

 

Biografia: Christina Dalcher si è laureata in Linguistica alla Georgetown University con una tesi sul dialetto fiorentino. Ha insegnato italiano, linguistica e fonetica in diverse università, ed è stata ricercatrice presso la City University of London. Vive negli Stati Uniti e, quando possibile, trascorre del tempo in Italia, soprattutto a Napoli. Vox (Nord 2018) è il suo primo romanzo. 
Recensione tratte dal web

«Se improvvisamente ti fosse imposto un numero limitato di parole al giorno, cosa faresti per essere ascoltata? Voxinterpreta alla perfezione lo spirito del nostro tempo» – Vanity Fair

«Un Racconto dell’ancella per la nostra epoca, che ci ricorda quanto sia preziosa la possibilità di far sentire la propria voce» – Elle UK

«Un romanzo che ci fa riflettere e che trasmette un messaggio davvero potente» – Publishers Weekly

«In questo Vox ci sono molte ispirazioni e citazioni ma rimane sempre una originalità di fondo e una grande voglia di capire come procede il racconto. Anche se in certi passaggi diventa un po’ pesante. L’ìmpianto mi ricorda in qualche modo quello del film distopico “In Time”, nel quale il tempo di vita diventa la moneta di scambio e tutti girano con uno strumento con il quale la vita è misurata.
Negli Stati Uniti distopici di Vox però la limitazione è a “sesso” unico, ovvero sono solo le rappresentanti del sesso femminile a essere limitate. Vietato pronunciare più di 100 parole al giorno, avere un conto corrente o un lavoro. Ovvero, con pochi colpi di spugna un governo bacchettone e ginofobo sposta la lancetta del tempo a una situazione femminile peggiore ancora di quelle delle lotte delle suffragette.
La lettura sarà più appassionante e coinvolgente per una donna che per un uomo ma io ho gustato molto questo romanzo e mi piace l’idea che un’opera così ambiziosa e complessa sia stata scritta da un’autrice statunitense che vanta di parlare un italiano con simpatico accento toscano! Ottima la traduzione italiana di Barbara Ronca» – Roberto Buonanno

(a cura Stefania Vitale)

 

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