Le stelle di Giotto e i Templari (3 maggio 2018)

Maria Beatrice Autizi autrice dei libri su Giotto

Giovedì 3 maggio 2018, ore 18 alla Loggetta la critica d’arte, pubblicista e autrice padovana Maria Beatrice Autizi ha presentato i suoi due recenti volumi: Le Stelle di Giotto, Enrico Scrovegni e i Templari e La Cappella Scrovegni, sotto il segno dei templari. L’iniziativa era curata da Luciano Zambolin in collaborazione con la libreria Fahrenheit di Monselice

Buona l’affluenza di pubblico, per approfondire il progetto che ha unito Giotto e Enrico Scrovegni culminato nella costruzione della Cappella Scrovegni. La cappella dipinta da Giotto a Padova, è uno dei più importanti tesori pittorici del medioevo e nasconde tutt’oggi ancora molti segreti. La stessa autrice dopo numerose visite ha scoperto la presenza di un nudo misterioso, raffigurato dalla parte del Paradiso al di sotto della croce bianca di tipo templare, di cui non si sa la vera identità. Altra presenza simbolica di un Adamo, quasi nascosto dalla croce nel Giudizio Universale, come segno di penitenza e di un altro più evidente e naturalistico nella Creazione di Adamo. Sarebbero molti i particolari da descrivere nella Cappella dei Scrovegni e molti ci sono ancora sconosciuti, tuttavia è lampante l’importanza che ha avuto la personalità di Giotto non solo per la città padovana ma anche per tutta l’Italia. Ha cercato di portare innovazione già all’epoca con piccoli dettagli, come ad esempio la veste di alcuni soggetti che vanno oltre al riquadro e ricoprono leggermente l’arcata sottostante, o la peluria evidente di Adamo che va contro i dettami ecclesiastici. L’autrice ricorda infine che la fortuna di Giotto non sarebbe stata tale senza l’aiuto del banchiere padovano Enrico Scrovegni che gli ha permesso di esprimere la sua arte così liberamente.

Le Stelle di Giotto, Enrico Scrovegni e i Templari: Enrico Scrovegni, figlio di Rainaldo e suo erede, benché fosse il figlio minore, legò il proprio nome alla Cappella dipinta da Giotto a Padova. Uomo lungimirante, banchiere che seppe precorrere i tempi, illustre cittadino padovano, ricevette l’onore di acquisire anche la cittadinanza veneziana e lasciò nella sua cappella molti segni templari. Questo libro, nel periodo che va dal 1287 al 1307, ripercorre gli ultimi anni di vita del padre Rainaldo Scrovegni, uomo di grande intuito ingiustamente passato alla storia come usuraio, ricostruisce l’esistenza di Enrico, figura straordinariamente moderna, e l’erezione della cappella, le possibili relazioni con Giotto, Dante e Giovanni Pisano. Sullo sfondo, dove la vita è scandita dal passare dei giorni e degli anni, si staglia un grandioso affresco di Padova, città ricca e colta, la splendida Venezia, la Ferrara degli Este, dove la storia diventa protagonista. La lettura si trasforma gradualmente in un percorso iniziatico nel Medioevo, da cui emerge la Roma dei Papi, il sogno della riconquista della Terrasanta e soprattutto la storia dei Templari negli ultimi, drammatici anni della loro esistenza. Un libro che racconta il reale e il possibile, le gioie, le passioni, la vita e la morte, senza censure, in modo appassionante e a volte perfino crudele, con un ritmo scandito dal tempo e dagli eventi.
La Cappella Scrovegni; sotto il segno dei templari: La cappella dipinta da Giotto a Padova, uno dei tesori pittorici del medioevo, nasconde ancora molti segreti. Se la realtà storica della città e della famiglia sono ricostruibili attraverso cronache, manoscritti e archivi, esistono invece tuttora innumerevoli punti oscuri riguardanti sia la progettazione dell’edificio, sia il contenuto degli affreschi del maestro fiorentino: essi presentano infatti un insieme di simboli e segni che possono suggerire un collegamento, anche se non documentato, tra Enrico Scrovegni, nobile e lungimirante banchiere padovano, e l’Ordine dei cavalieri Templari, potenza religiosa ed economica del tempo. A partire dal quadro storico e attraverso l’analisi dei dipinti, l’autrice ripercorre l’intera narrazione giottesca, fornendo una chiave di lettura al tempo stesso classica e inedita per riscoprire un’opera che chiunque riesce a vedere, ma pochi sono in grado di osservare.
Maria Beatrice Autizi è laureata in Storia presso l’Università degli Studi di Padova, ha seguito il corso specialistico triennale post-laurea in Storia dell’Arte e risiede a Padova. E’ stata docente di Storia dell’arte presso l’Istituto Statale d’arte “P. Selvatico” di Padova. E’ critica d’arte, pubblicista, ha scritto dieci anni per la pagina culturale dei quotidiani “Il Mattino di Padova”, “La Nuova Venezia” e “La Tribuna di Treviso”, è autrice di cataloghi d’arte e di volumi su Padova, la sua arte e la sua storia, alcuni con il marito Francesco Autizi. Dal 1988 progetta e organizza eventi culturali e mostre d’arte in Italia e all’estero. Nel febbraio 2007, su proposta dell’Ordine dei Padovani Eccellenti, ha ricevuto il Sigillo della Città di Padova per meriti culturali.(Editor Stefania Vitale)

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