San Cosma onora le vittime innocenti della Seconda Guerra Mondiale (25 aprile 2019)

Commemorazione delle giovani vittime del 1945 a San Cosma di Monselice

Una comunità intera ricorda commossa le sue quattro giovanissime vite spezzate sul finire della Seconda Guerra Mondiale. È stato un anniversario della Liberazione dal sapore intenso quello vissuto a San Cosma giovedì 25 aprile 2019: tantissimi, infatti, i cittadini che hanno voluto assistere alla cerimonia dedicata alle vittime innocenti del barbaro conflitto. Due in particolare i momenti significativi: lo scoprimento della targa commemorativa, collocata all’ingresso della scuola elementare della frazione, e la presentazione ufficiale de “Il gioco del silenzio”, il cortometraggio ispirato alla duplice tragedia del 1945, ultimo sanguinoso lascito di una guerra che era ormai conclusa.

Targa in memoria delle 4 giovani vittime appesa nell’atrio della scuola elementare di San Cosma

La vicenda. Nell’ottobre 1944, per fermare l’avanzata delle forze anglo-americane, i Tedeschi avevano costruito una serie di sbarramenti tra Cavarzere e i Colli Euganei, ammassando nel Monselicense una grande quantità di munizioni. Le sorti del conflitto, però, andarono diversamente e il materiale bellico non fu utilizzato. Dopo la ritirata dei nazisti, a San Cosma le granate e i proiettili abbandonati vennero spostati all’interno della scuola elementare. I ragazzi del paese, tuttavia, riuscivano a entrare attraverso una finestrella sul retro e a portare via gli ordigni. Il loro pericoloso passatempo consisteva nel togliere la spoletta e far brillare le bombe, come fossero rudimentali fuochi d’artificio. Il primo dramma si compì il 5 maggio 1945 quando, a mezzogiorno, si udì un forte boato provenire da dietro la scuola. Lo scoppio improvviso di alcune munizioni provocò la morte di Sergio Sturaro e Franco Greggio, entrambi di 10 anni. Altri due bambini rimasero feriti: Beppino Sturaro e Idelmino Biondi. L’incidente si ripetè pochi mesi più tardi, la mattina del 7 ottobre, al termine della messa del Fanciullo. L’esplosione di un proiettile spense Mario Girotto, 12 anni e Silvio Carturan, 17. Anche in questo caso ci furono due feriti: Lucia e Luciano Tresoldi.

La cerimonia del 25 aprile. Al termine dell’alzabandiera e della deposizione delle corone d’alloro al monumento dei Caduti in piazzale Vittoria a Monselice, i rappresentanti delle istituzioni civili e militari della città, oltre a numerosi cittadini, si sono radunati nel centro di San Cosma. Il corteo ha fatto tappa nel cortile della scuola primaria “Daniele Manin”: qui il parroco don Aldo Manfrin ha benedetto la targa commemorativa, che è stata poi affissa nell’atrio dell’edificio. Hanno preso parte alla cerimonia anche i parenti dei quattro ragazzi che persero la vita: tra questi Ezzelino Girotto, fratello di Mario, visibilmente emozionato. Una chiesa stracolma ha quindi ospitato la proiezione del cortometraggio curato dai registi Alessandra Gonnella e Diego Loreggian. Il breve film, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo dal maestro Andrea Ferrari, ha colpito nel profondo il pubblico, restituendo alla memoria collettiva fatti che altrimenti nel tempo rischiavano di andare persi. Di impostazione neorealista, riesce a offrire in pochi minuti un efficace spaccato delle difficoltà, delle paure, dei dubbi e delle speranze della gente comune nei primi mesi postbellici, entrando nel cuore di una tragedia che ferì l’anima del paese. Lunghi e commossi applausi hanno scandito il drammatico finale de “Il gioco del silenzio”: il dvd sarà in vendita prossimamente.

Evitare che le pagine più dolorose di ieri cadano nell’oblio è il presupposto indispensabile affinché l’umanità si impegni a non ripetere gli stessi errori oggi e domani. Una comunità non muore se mantiene intatta la conoscenza del proprio passato. Questo, assieme a un messaggio di amore, fratellanza e pace, è ciò che emerge dalle celebrazioni del 25 aprile, vissute con sincera partecipazione da centinaia di cittadini. Grazie alle oltre duecento firme raccolte un anno fa per chiedere un’iniziativa alla memoria dei quattro ragazzi uccisi da un gioco imprudente tra il maggio e l’ottobre del 1945, ora il dramma non sarà dimenticato e potrà rappresentare un monito perenne per le future generazioni.