Il vicefederale Primo Cattani, capo delle Brigate nere a Monselice (1943-’45)

Paolo Bonaldi e Carlo Monaco

Sabato 28 aprile 2018 alla Loggetta lo storico Paolo Bonaldi ha presentato il suo saggio Storia del vicefederale Primo Cattani, capo delle Brigate nere a Monselice (1943-’45). Tratto dalla rivista “Terra e Storia”.  Anno 2018.  

PRIMO CATTANI UN FASCISTA REPUBBLICANO E SOCIALISTA DALLA DOPPIA PERSONALITA’
Paolo Bonaldi ha presentato l’evoluzione politica di Primo Cattani, il capo della Brigate nere a Monselice (1943-’45), responsabile di alcuni delitti (Ferrara e Castelbaldo). Un personaggio dalla doppia personalità: attento amministratore quando era sindaco di Battaglia capace di promuovere iniziative ‘socialiste’ per favorire i contadini diventato negli ultimi anni del fascismo l’esecutore di sanguinosi rastrellamenti. Cattani – ha spiegato Bonaldi – era il rappresentate di un fascismo rivoluzionario, anticapitalista e repubblicano per  questo motivo fu allontanato dal potere attorno al 1928. Nella fase Repubblichina ritornò in auge trovando consensi per la sua concezione del fascismo. In poco tempo divenne il responsabile provinciale del partito e purtroppo fu il responsabile di numerosi eccidi. Tiziano Merlin intervenuto nel dibattito ha precisato che Cattani è stato (perlomeno) coerente fino alla fine, un fascista convinto che almeno non ha mai fatto i propri interessi. Un personaggio complesso quindi che meriterebbe di essere studiato, ma mai perdonato per le atrocità commesse.

Lo storico Tiziano Merlin è intervenuto commentando la personalità di Cattani

Primo Cattani nasce nel 1888 in provincia di Parma. Perito elettromeccanico, nel gennaio del 1916 arriva a Battaglia come capotecnico della Società Adriatica di Elettricità (SADE). Nel 1919 aderisce al movimento fascista simpatizzando, per più di vent’anni, con la sua ala rivoluzionaria e sindacale. Pubblica sul quotidiano padovano «Il Veneto» numerosi articoli nei quali ripropone l’idea di un fascismo rivoluzionario, anticapitalista e repubblicano. Diventa uno stretto collaboratore del maestro Giovanni Alezzini, un ex socialista di Arquà che nel 1925 è nominato Segretario Federale di Padova. Nel 1922 è eletto sindaco di Battaglia rimanendo in carica fino al febbraio del 1926. Poco dopo si trasferisce a Monselice, dove tra l’altro si adopera per la nascita di una fabbrica di marmellate, assumendo importanti responsabilità sindacali. Nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò, diventando responsabile delle locali “Brigate nere”. Attivo nei rastrellamenti e nelle rappresaglie ordinate da tedeschi e fascisti, coinvolto nell’eccidio di Castelbaldo del luglio 1944, come risulta dalla sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise Speciale che lo condanna a morte nel febbraio del 1947. La sua fine è rimasta a lungo misteriosa. Nel cimitero di Arquà si trova la sua tomba che indica come data della morte il 20 agosto del 1946. In realtà, Cattani risultò ufficialmente latitante per quasi due anni, ma prima della condanna definitiva il suo cadavere venne fatto trovato vicino al cimitero di Arquà per far cessare le indagini su quanti avevano favorito la sua clandestinità.

Paolo Bonaldi è nato a Battaglia Terme nel 1953. Da poco in pensione, ha lavorato presso l’Azienza Elettrica Nazionale. Da qualche anno abita a Monselice, è stato più volte consigliere nel Comune di Battaglia Terme e nell’esecutivo dell’ente Parco Colli Euganei.  Ricercatore e appassionato di storia e storie locali, è attivo come volontario nel ‘Centro Studi Ettore Luccini’ di Padova.  Ha svolto attività con il Comune e la Biblioteca di Battaglia. Membro del Comitato di Gestione del Museo della Navigazione Fluviale. Con la rivista “Terra e Storia” ha pubblicato alcune biografie di personaggi politici legati alle vicende di questi luoghi.

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