Sgarbi a Monselice: «L’arte rappresenta lo spirito del proprio tempo» 8/4/2019

Vittorio Sgarbi a Monselice l'8 aprile 2019

Vittorio Sgarbi, il noto critico e storico dell’arte, ha presentato il suo volume: Il Novecento vol. II:  Da Lucio Fontana a Piero Guccione. Prefazioni di Angelo Guglielmi e Italo Zannier lunedi 8 aprile 2019, alle ore 21, presso l’auditorium Kennedy di Monselice. 

Quasi quattrocento persone hanno accolto ieri sera Vittorio Sgarbi all’Auditorium Kennedy. Il noto critico e storico dell’arte ha presentato Il Novecento vol. II: Da Lucio Fontana a Piero Guccione (La nave di Teseo), uscito in libreria da pochi giorni. Un suggestivo percorso alla scoperta delle più interessanti espressioni artistiche del secolo scorso, un secolo in cui il valore di mercato diventa criterio determinante per stabilire la rilevanza di una tela. «L’arte è la rappresentazione dello spirito del proprio tempo» ha sottolineato Sgarbi, che ha portato all’attenzione del pubblico anche autori “dimenticati”. «Ho ritenuto di inserire nel mio libro quanti attraverso le loro opere hanno raccontato le emozioni, il cuore, i sentimenti». Il critico, che ha avuto parole di affetto per Monselice, dove era già stato ospite in varie occasioni, ha auspicato per il futuro la costruzione di un teatro nella città della Rocca.

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Copertina del libro di Vittorio Sgarbi

“Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui (Sgarbi) chiama anima.” Angelo Guglielmi

“ Sgarbi suggerisce e fa conoscere una congerie di pittori, scultori, architetti, designer, tutti magnifici, che rappresentano il telaio storico-culturale dell’arte del nostro tempo.” Italo Zannier

“I volumi del Tesoro d’Italia, e in particolare i due tomi dedicati al Novecento, sono fortemente carsici, pur dando conto di una storia dell’arte del Novecento che tutti conoscete. In questo secondo volume, come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, sentimenti, emozioni e passioni personali, ma ho cercato di garantire a ogni artista lo spazio che merita. La notorietà spesso non indica il valore e il mio compito è stato quello di far emergere in questo secolo così complesso, così breve e così ricco, una quantità di autori dimenticati, che rappresentano la parte più suggestiva di questo percorso. Vi esorto a leggere il mio Novecento come qualcosa che sarà per voi rivelazione di percorsi segreti, di sentieri interrotti e di meravigliosi artisti sconosciuti.” Dall’introduzione di Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi insegue la bellezza tra straordinarie scoperte e venerati maestri: tra gli altri, Sciltian, Ligabue, Balthus, Giacometti, Fontana e Burri, le installazioni provocatorie di De Dominicis, l’architettura e il design di Ponti, Rossi e Mendini, fino alla poesia dell’assoluto di Cremonini, Ferroni, Gnoli e Guccione.

Biografia Vittorio Sgarbi è nato a Ferrara. Critico e storico dell’arte, ha curato mostre in Italia e all’estero, è autore di saggi e articoli. È presidente della Fondazione Canova e sindaco di Sutri (VT). Nel 2011 ha diretto il Padiglione Italia per la 54 a Biennale d’Arte di Venezia. Con questo tomo si chiude l’impresa del Tesoro d’Italia, una storia e geografia dell’arte italiana iniziata con Il tesoro d’Italia. La lunga avventura dell’arte (2013), Gli anni delle meraviglie. Da Piero della Francesca a Pontormo (2014), Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio (2015), Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo (2016), Dal mito alla favola bella. Da Canaletto a Boldini (2017), Il Novecento. Volume I: dal Futurismo al Neorealismo (2018). Inoltre presso La nave di Teseo ha pubblicato Parmigianino (2016), La Costituzione e la Bellezza (con Michele Ainis, 2016).

Scheda di presentazione del libro Scheda-VITTORIO SGARBI da scaricare. Più sotto l’articolo di Angelo Guglielmi pubblicato in ‘La Repubblica’ del giorno 3 aprile 2019 dal titolo “L’arte del Novecento bocciata con qualche rara eccezione”.