PREMI BRUNACCI

35^ EDIZIONE DEI PREMI BRUNACCI – 2020

Domenica 14 novembre 2021 nella splendida Sala della Loggetta di Monselice si è svolto l’ormai consolidato e autorevole Premio Brunacci, bandito dal Comune di Monselice, nell’intento di valorizzare i contributi volti al recupero delle conoscenze storiche in ambito regionale e locale.
L’evento ha celebrato in presenza i vincitori della 35^ edizione rimandata a causa dell’emergenza sanitaria. Alla cerimonia di proclamazione hanno partecipato una cinquantina tra studenti, studiosi di storia e professori universitari.
Complessivamente le opere presentate e distribuite nelle varie sezioni sono state 61 così ripartite: 5 tesi di laurea magistrale di carattere storico; 16 pubblicazioni nella sezione relativa al libro Padovano; 15 nella sezione relativa al premio speciale riservato ad un’opera sulle montagne venete e 25 nella sezione riservata alla storia e alla cultura veneta. Si è registrato quindi con soddisfazione il successo dell’edizione testimoniato dal crescente numero di pubblicazioni di buona e ottima qualità, presentate nelle diverse sezioni del Premio.
La giuria, presieduta dal Prof. Antonio Rigon e costituita da nomi eccellenti dell’ambiente accademico, ha scelto i premiati tra una rosa di 20 tra finalisti e segnalati, tutti invitati a ricevere i prestigiosi e tanto attesi riconoscimenti.
In apertura della manifestazione, dopo i consueti interventi di saluto del Sindaco Avv. Giorgia Bedin e dell’Assessore alla Cultura Prof. Andrea Parolo, la giuria ha voluto ringraziare e omaggiare il Dott. Flaviano Rossetto, direttore della biblioteca di Monselice, in pensione da quest’anno, per la dedizione e le doti professionali impiegate, in qualità di segretario, per la migliore riuscita del Premio Brunacci.
La sezione riservata alle ricerche scolastiche era stata sospesa a causa della chiusura delle scuole avvenuta per la pandemia in atto. Nonostante ciò, è pervenuta alla segreteria del premio una ricerca, in formato video, realizzata malgrado le difficoltà della didattica a distanza. Per questo motivo, la giuria ha deciso di premiare, come segno di augurio per la piena ripresa e partecipazione alle attività scolastiche, il lavoro “I nostri Colli euganei” eseguito degli alunni della classe V dell’Istituto Sabinianum – Sacro Cuore, coordinati dall’insegnante Vanda Pierantoni.
Nella sezione tesi di laurea magistrale o di dottorato di carattere storico è stato premiato il dott. Maurizio SACQUEGNA per la sua tesi Giovanni Matteo Asola (1524-1609). La salmodia vespertina a più cori. Edizione critica, che rappresenta l’esito dello studio di cinque opere composte dal musicista veronese e un punto di riferimento per coloro che intendono affrontare la restituzione e l’analisi critica delle numerose composizioni polifoniche e policorali di altri musicisti attivi nel Veneto e in Italia tra i secoli XVI e XVII, ancora in attesa di essere riscoperte e rivalutate.
Per la sezione riguardante il Padovano è stato premiato il libro Pietro d’Abano. Filosofo medico e astrologo europeo di Gregorio Piaia professore emerito di Storia della Filosofia presso l’Ateneo di Padova. Il libro, che descrive la figura intellettuale di Pietro d’Abano è prima di tutto un esempio pregevole della capacità di coniugare rigore scientifico e capacità comunicativa; impresa non facile, dato che la personalità di Pietro d’Abano è molto complessa, poiché, come era prassi per gli uomini di cultura dell’epoca, assommava in sé molte competenze: la filosofia, la medicina, l’astronomia-astrologia, la botanica, la filologia, la teologia.
Tra i nomi degli illustri studiosi che hanno partecipato al concorso per la sezione sul premio speciale riservato ad un’opera dedicata alla storia, alla cultura e alle tradizioni delle montagne venete i membri della Giuria hanno conferito il premio a Giuseppe GRAVA e Giovanni TOMASI, per il libro La fienagione nelle Dolomiti venete, una documentata ricerca etnografica e dialettologica (riferita a Cadore, Zoldo e Agordino), con una ricca documentazione grafica e iconica relativa in particolare alle attrezzature più arcaiche e corrispettive denominazioni locali adoperate per la fienagione.
Prendendo atto con soddisfazione dell’alta qualità di molte altre pubblicazioni relative a questa sezione, la Giuria ha deciso di assegnare il premio ex aequo a Stefano PIAZZA, per il libro Il Veneto e la montagna. Sul crinale tra istituzioni e territori per l’accurata analisi delle recenti problematiche storico-sociali della montagna veneta e degli interventi pubblici in materia, sviluppata con ampiezza di approccio e con capacità di cogliere i risvolti critici del rapporto tra ambiente, popolazione e istituzioni.
Infine per la sezione “Veneto”, nella quale come nella precedente si sono presentati studiosi e libri di eccellente livello, la Giuria ha scelto, conferendole il premio Sigillum Monsilicis l’opera del Prof. Luca ROSSETTO, Potere e giustizia nel Veneto di Radetzky. La Commissione militare in Este (1850-1854) per l’originalità e per l’approccio metodologicamente sicuro a una tematica legata alla giustizia criminale e ai suoi risvolti politici durante la dominazione austriaca post-1848.
La premiazione di quest’anno è stata arricchita da un premio speciale alla carriera alla prof.ssa Giuseppina DE SANDRE GASPARINI, autrice di numerose pubblicazioni e in particolare del libro Fra i lebbrosi, in una città medievale. Verona, secoli XII-XIII curato da Roberto Alloro, Marianna Cipriani, Maria Clara Rossi. La Giuria ha ritenuto di rendere omaggio ad una studiosa che, con la propria attività di ricerca e di insegnamento nel campo della storia medievale, ha onorato la cultura veneta, approfondendo con maestria e finezza, in qualità di specialista di Storia del Cristianesimo e delle Chiese, gli aspetti religiosi di una civiltà millenaria.
È stato infine attribuito un importante riconoscimento allo scrittore monselicense Paolo Malaguti, finalista del Premio Campiello, per il suo libro Se l’acqua ride, il cui racconto cerca di riprodurre il sapore di un’epoca passata e di una regione, il Veneto, che si è trasformata per rapida e quasi incontrollata evoluzione, collocandosi in continuità ‘emotiva’ con la narrativa veneta che l’ha preceduto di qualche decennio, cosicché è facile ritrovare in lui l’impronta di scrittori quali Luigi Meneghello, Goffredo Parise e Ferdinando Camon.
La cerimonia ha sicuramente rappresentato un risveglio culturale dopo mesi di forzata stasi legata all’emergenza del Covid, lasciando la speranza di un futuro migliore per l’intero mondo della cultura e in particolare per la splendida opportunità che le future edizioni del Premio Brunacci potranno ancora donare alla Città di Monselice e alla scuole di tutta la provincia di Padova.

Elisa Veronese