Presentazione del libro PLANET BOOK, curato da TELMO PIEVANI

Venerdi 9 luglio 2021 alle ore 21 presso il Parco Buzzaccarini di Monselice verrà presentato il libro curato da Telmo Pievani: PLANET BOOK, Il mondo, l’emergenza climatica, le soluzioni. 200 fotografie raccontate da 40 ragazzi impegnati a raccontare il futuro. L’evento fa parte della rassegna ‘Monselice scrive 2021’.

Sarà presente il monselicense Filippo Rossato ( Agrotecnico Laureato): uno degli autori che ha contribuito alla stesura del libro. Durante l’incontro verrà proiettato  un video di  Telmo Pievani, professore di Filosofia della scienza – Università di Padova. Coordina l’iniziativa  Giada Zandonà – Giornalista.

Il nostro pianeta ha più di quattro miliardi di anni, un età di tutto rispetto, quasi un terzo della storia dell’intero universo. La specie Homo sapiens invece è giovanissima, essendo nata in Africa tra duecento e trecento millenni fa. La sproporzione è impietosa, ma illuminante. Per capire il rapporto tra noi e la Terra, nel XXI secolo, dobbiamo recuperare prima di tutto una prospettiva evoluzionistica su quanto sta accadendo, dobbiamo allargare il nostro sguardo verso una visione del tempo profondo. Ecco il primo elemento di originalità di questa eccezionale raccolta di scatti d’autore: un libro fotografico che racconta la nostra dipendenza dal pianeta che ci ospita e al contempo le profonde trasformazioni che gli abbiamo inflitto. L’umiltà evoluzionistica ci insegna che siamo una cosa tanto piccola nell’oceano sterminato del tempo che ci precede. La biosfera ha fatto a meno di noi per gran parte della sua storia e potrebbe benissimo fare a ameno di noi in futuro: non siamo indispensabili. Eppure, una specie piena di imperfezioni come la nostra oggi ha per le mani, un potere trasformativo enorme, che può essere rivolto al meglio o al peggio.

Planet Book è un progetto nuovo, collettivo. Nasce dalla visione di Telmo Pievani, dalla collaborazione con l’Università di Padova e dalle discussioni appassionate di un gruppo di giovani che osservano il mondo e intendono scegliere, per se stessi e per questo pianeta, il futuro da vivere. I quattro elementi della nostra vita, acqua, aria, fuoco e terra, con in più un quinto elemento, l’imponderabile fattore umano, sono raccontati in 200 fotografie scelte e commentate dalle ragazze e dai ragazzi del XXI secolo. Planet Book è un progetto nuovo anche nella confezione editoriale. Il volume è un oggetto totalmente ecosostenibile con carta, inchiostri e adesivi del tutto naturali

Le donne nella Divina Commedia di Ester Besusso

Nella terza Cantica della Divina Commedia Dante presenta tre figure femminili, tre donne “beate”, cui riconosce il merito di averlo sostenuto nel cammino verso la redenzione: Maria, Beatrice, S. Lucia. Sono loro ad intervenire a vario titolo in aiuto dell’uomo che si era smarrito in una selva oscura e a guidarlo fino alla visione di Dio in Paradiso attraverso un percorso di ascesa spirituale, di riconoscimento e pentimento dei propri errori.
Accanto a queste donne, Dante esalta anche altre figure femminili, del Paradiso ma non solo, che tratta con rispetto per la loro vicenda umana e compassione per la loro debolezza e fragilità.
Francesca da Rimini, Pia de’ Tolomei, Piccarda Donati, figure sospese tra cronaca e immaginazione, sono solo alcune delle donne di cui il poeta elogia la sensibilità, mosse dalla forza di quel sentimento che egli riconosce come la forza motrice del mondo: l’amore.
Dante le rende uniche nella dimensione più alta della poesia, dimostrando una perfetta conoscenza del cuore umano e dei suoi più intimi segreti. Riscattandole da quella condizione di subalternità cui le aveva condannate l’epoca in cui erano vissute, si fa antesignano di una considerazione alta e dignitosa della figura femminile, del tutto sconosciuta ai suoi contemporanei.

Sabato 19 giugno 2021 alle ore 12 sui canali social della biblioteca di Monselice

Ester Besusso commenta il III canto del Purgatorio dove si narra la triste storia di Manfredi di Svevia

Nel III canto del Purgatorio Dante e Virgilio entrano in contatto con Manfredi di Svevia. Figlio di Federico II di Svevia e Bianca Lancia. Alla morte del padre, a Manfredi venne affidata la reggenza della Sicilia e dell’Italia meridionale fino all’arrivo del fratellastro Corrado IV dalla Germania. Morto anche quest’ultimo Manfredi mantenne la reggenza al posto del figlio dell’imperatore, Corradino, troppo giovane per regnare. A causa di ciò, egli entrò in conflitto con la Chiesa per il dominio del regno di Napoli che il papato considerava come proprio feudo, in quanto, il papa Innocenzo IV , essendo tutore di Corradino, era il legittimo erede di tale possedimento. Manfredi fu così scomunicato e la lotta con la Chiesa ebbe inizio. Solo con l’intervento di Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia, Manfredi venne sconfitto e ucciso nella battaglia di Benevento. Dante lo colloca nell’Antipurgatorio e ne fa protagonista del III canto della II cantica. Dopo che i due poeti hanno incontrato le anime dei morti in contumacia sulla spiaggia del Purgatorio, una di queste si fa avanti e chiede a Dante se lo abbia mai visto. Quest’ultimo lo osserva e lo descrive come un uomo biondo, bello e di aspetto nobile, con un ciglio diviso in due da una ferita. Dopo che Dante ha negato di conoscerlo, l’anima mostra una piaga sul suo petto e si presenta come Manfredi. Una volta presentatosi egli chiede a Dante di comunicare alla figlia Costanza che è salvo: afferma infatti di essersi pentito in punto di morte dei suoi orribili peccati. Attraverso la collocazione in Purgatorio di Manfredi e il decoro della sua figura e della sua dinastia Dante vuole inviare al lettore più messaggi. Innanzitutto, Manfredi incarna il perfetto cavaliere, espressione di quella cortesia le cui norme per Dante rappresentano il più alto codice di comportamento civile: è bello, prode, di nobile discendenza e nobile d’animo. Dante si servì di Manfredi, “nepote di Costanza imperadrice” ,anche per onorare la dinastia sveva portatrice dell’idea di impero che per il poeta è l’ideale di ordine, giustizia e unità. Infatti Manfredi non nomina il padre, nel nome del quale ha pur combattuto e riportato le due ferite mortali, poiché dannato tra gli epicurei, nomina invece, con una significativa scelta “patrilineare”, la madre di Federico, beata in Paradiso, quasi a rammentare la sacralità storica dell’Impero. Infine, la salvezza di Manfredi, scomunicato e marchiato dalla storiografia guelfa dei delitti più orrendi, è un monito sia all’intransigenza della Chiesa, che tendeva a porre la propria legge al di sopra della misericordia di Dio (orribil furon li peccati miei; ma la bontà infinita ha sì gran braccia, che prende ciò che si rivolge a lei), sia alle superficiali congetture della gente comune, facile a dimenticare l’interiorità della coscienza, dove avviene il pentimento, e a pronosticare la collocazione ultraterrena solo sulla base del comportamento esteriore

Dante, attraverso la figura di Manfredi, mostra con un esempio clamoroso e inatteso come la giustizia divina segua vie imperscrutabili e possa concedere la salvezza anche a un personaggio «scandaloso» come il re siciliano, morto di morte violenta dopo essere stato scomunicato e colpito da una violenta campagna diffamatoria della pubblicistica guelfa. Il suo caso si collega a quello, altrettanto sorprendente, di Catone l’Uticense custode del Purgatorio, nonché alla salvezza del poeta pagano Stazio e dell’imperatore Traiano che Dante incontrerà tra i beati del Paradiso.

 

 

 

Lunedi 14 giugno 2021 sui canali social della biblioteca

Presentazione del libro di poesie ‘Eleutheromania’ di Francesco Destro

Sabato 5 giugno 2021 sui canali social della biblioteca di Monselice, Silvia Boschetto presenterà il libro di poesie Eleutheromania di Francesco Destro. Eleutheromania in greco indica il “desiderio di libertà”. La prefazione di Alessandra Corbetta rivela la costante tensione fra gli opposti in testi che tendono a convergere verso la tematica centrale anziché articolarsi in spinte centrifughe. Il secondo snodo evidenziato da Corbetta è la franchezza della versificazione, la quale, pur allungandosi in cerca di una musicalità piana, non si risolve in artificiose elaborazioni formali, ma al contrario tende alla chiarezza. In tale contesto amore e sogno rientrano in metafore mutuate dalla tradizione che ruotano intorno al bisogno di libertà. I passaggi più riusciti sono tuttavia quelli legati all’affondo del nulla, laddove il rispecchiamento nella crisi scopre i nervi più sensibili. È proprio a partire da questi concetti, assorbiti da una terminologia più ricercata e composta di arcaismi, prestiti dal linguaggio botanico, biologico e scientifico, che si dipana il gioco di opposti di Destro. In Eleutheromania il procedere per contrappunti innesca un meccanismo deduttivo in cui il soggetto fa sponda con un tu presumibilmente autoreferenziale, come se si trovasse chiuso in un monologo dialogante, in un ricircolo di anafore, ripetizioni e domande ossessive senza risposta. Il soggetto interroga e processa continuamente se stesso in un turbine opprimente di affetti e sensi di colpa, alla ricerca della sua identità in un mondo arido. Da ciò deriva quel desiderio che attiva il processo di liberazione in un’analisi progressivamente più serrata e profonda del dolore.

Francesco Destro vive a Padova dove ha fondato nel 2018, il Consorzio poetico” Nubivaghi”, che si prefigge di creare uno spazio di condivisione e confronto attorno alla poesia, forte dell’idea dell’arte poetica come mestiere e della speranza di riavvicinarla al grande pubblico. Il consorzio vuole diffondere la poesia tramite presentazioni di libri e a “microfono aperto” ed è uno spettacolo dal vivo in un locale dove, previa iscrizione alla serata, artisti di qualunque esperienza possono sperimentare materiale davanti ad un vero pubblico. Francesco è ideatore del premio letterario in memoria di Giorgio Perlasca. Ha pubblicato Così dolce la sera (2016), con prefazione di Alessandro Quasimodo.

 

 

ELEUTHEROMANIA

Vorrei solo riuscire a trovare l’angolo in un cerchio,

farti vedere le mie mani sudate, le mie ginocchia

con il sangue, che non ho ancora rinunciato al fare

ammenda dei miei errori, che i miei pensieri somigliano

talvolta ad acqua ghiacciata oppure cristallina: ecco,

solo certe punte di colore abbrunato di rimorso, che forse

è un torto all’anima, di chi dei due bene non si sa,

questo voler ancora poggiare il mio cuore

accanto alla tua luce.

Leggiamo insieme ‘ Fiore di Roccia’ di Ilaria Tuti

Il gruppo di lettura della biblioteca di Monselice leggerà e commenterà online il libro di Ilaria Tuti ‘Fiore di Roccia’ . La discussione avrà luogo sabato 26 giugno 2021 sui canali social della biblioteca e sarà animata dai giovani del progetto “Leggi con me, perchè!” (Sara Pasqualato, Silvia Boschetto, Irene Visentin, Marina Feniello, Pietro Merlin) e dai volontari del servizio civile assegnati alla biblioteca (Genny Scubla e Ilaria Toschetti).

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.

«Ilaria Tuti costruisce un romanzo teso in cui nessuna parola è superflua, nessuna descrizione “decorativa”: le piaghe sulle spalle martoriate delle ragazze, gli occhi “bui” dei soldati, un pasto misero consumato in silenzio, le lacrime trattenute e le poche risate sono le (bellissime) tessere di un mosaico epico e scarno insieme.» – Corriere della Sera

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre ci arrampichiamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima

I giovani, la lettura e le biblioteche, conversazione su zoom

I GIOVANI, LA LETTURA E LE BIBLIOTECHE

La recente iniziativa ministeriale che ha individuato nella città di Vibo Valentia la ‘Capitale del libro 2021’ è una delle tante indovinate azioni per incoraggiare i Comuni italiani a intraprendere progetti a sostegno della lettura. Nel suo progetto la città calabrese è riuscita a «far entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone» con attività che coinvolgono cittadini, associazioni e istituzioni culturali in progetti che ruotano intorno alle biblioteche, ai libri e alla lettura, anche fuori dai luoghi tradizionali, come ad esempio l’apertura di una filiale a Vibo Marina per portare quest’estate i libri fra i turisti negli stabilimenti balneari. Una bella iniziativa che incoraggia l’accesso ai libri a quante più persone possibile.

Anche la biblioteca di Monselice vuole approfondire questo tema – nell’ambito delle iniziative di ‘maggio’ sulla promozione della lettura  – con un dibattito online sul tema: “I giovani, la lettura e le biblioteche” che si svolgerà via zoom lunedì 24 maggio alle ore 20 sui canali social della biblioteca. La registrazione rimarrà disponibile per alcuni giorni nella pagina fb della biblioteca. Aprirà la discussione Fausto Rosa già direttore del Sistema bibliotecario di Abano Terme a seguire i giovani che animano la biblioteca in questi giorni: Sara Pasqualato, Pietro Merlin, Irene Visentin, Silvia Boschetto e Marina Feniello.

La discussione prende spunto  dall’ultimo rapporto Istat sulla lettura nel quale si ha la conferma che i libri cartacei e gli ebook hanno accompagnato lettrici e lettori italiani nell’anno della pandemia. Quanto ai dati del 2019, resta stabile la percentuale di lettori (anche se si è registrato un aumento i cosiddetti “lettori forti”). Il livello di istruzione si conferma elemento determinante, e per bambini e ragazzi gioca sempre un ruolo importante la presenza di libri in casa

I LIBRI PUBBLICATI IN ITALIA

Come si legge nel rapporto, in sintesi nel 2019 sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti; di questi, due terzi sono novità (58,4%) e nuove edizioni (8,5%), mentre il restante (33,1%) è rappresentato dalle ristampe. Anche in termini di tiratura, le novità e le nuove edizioni coprono due terzi del mercato (54,9% di copie stampate di novità sul totale e 10,9% di edizioni successive), mentre circa un terzo della tiratura complessiva è costituita da ristampe (34,2% delle copie stampate) per un totale di 192 milioni di copie.

E’ fondamentale dedicare del tempo alla lettura, da soli o con i propri figli; un buon momento per celebrare l’importanza della lettura, crescere i bambini come lettori e trasmettere d’amore per la letteratura, che durerà tutta la vita. Ora più che mai, il potere dei libri deve aiutare a combattere l’isolamento, rafforzare i legami tra le persone e ampliare i nostri orizzonti. “

Queste iniziative si rivolgono non soltanto al grande pubblico dei lettori occasionali o assidui ma anche e soprattutto ai bambini e ai ragazzi, che rappresentano le vere opportunità di crescita culturale per il nostro Paese. Secondo la rilevazione Istat infatti il 40,0% della popolazione di 6 anni e più legge almeno un libro all’anno, per questo la campagna di promozione vede centinaia di iniziative rivolte ai giovanissimi. La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: 54,1% nel 2019 tra i 15 e i 17 anni, e 56,6% tra gli 11 e i 14 anni e in assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno).

Emerge inoltre che la lettura è fortemente influenzata dall’ambiente familiare: i bambini e i ragazzi sono certamente favoriti se i genitori hanno questa abitudine. Tra i ragazzi sotto i 18 anni legge il 77,4% di chi ha madre e padre lettori, e solo il 35,4% tra coloro che hanno entrambi i genitori non lettori. In particolare i lettori più piccoli (6-10 anni) risentono maggiormente della presenza della sola madre lettrice (58,9% legge), mentre dopo i 15 anni, nonostante nessuno dei due genitori legga, ben il 40,6% di questi ragazzi lo fa.

L’iniziativa fa parte:

a) della 6^ edizione di ‘Vèstiti di libri’, promossa e condivisa dalle biblioteche aderenti al Consorzio Biblioteche Padovane Associate

b) delle iniziative di promozione della lettura denominata  ‘Il Maggio dei Libri’.

L’Associazione ‘Liricamente’ di Monselice onora Dante con un video dedicato

L’Associazione monselicense ‘Liricamente’ (istituita nel 2006 su iniziativa di Daniele Nuovo e di alcuni soci fondatori che si prefigge di promuovere la riscoperta della grande tradizione e passione popolare per l’opera lirica) partecipa alle iniziative per il centenario dantesco con una videoconferenza:

CON LICENZA DEL GRAN PADRE DANTE

nella quale ricorda Dante e i suoi personaggi nella commedia e nella tragedia dell’opera lirica italiana. Video-conferenza e ascolti guidati da Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Ideazione e conduzione Daniele Nuovo. Riprese e montaggio audio-video Pietro de Fazio 

 

 

Maggiori info sull’associazione  http://www.associazioneliricamente.it/

 

Leggiamo: La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio

Il gruppo di lettura della biblioteca di Monselice leggerà e commenterà online il libro di Gianrico Carofiglio ‘La disciplina di penelope’. La discussione avrà luogo sabato 29 maggio 2021 sui canali social della biblioteca e sarà animata dai giovani del progetto “Leggi con me, perchè! (Sara Pasqualato, Silvia Boschetto, Irene Visentin, Marina Feniello, Pietro Merlin) e da Genny Scubla del servizio civile presso la biblioteca di Monselice.

Con questo romanzo, Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l’ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell’autunno milanese. Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera. Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

 

L’Ulisse dantesco commentato da Ester Besusso

 

Domenica 23 maggio 2021 la dott. Ester Besusso, per ricordare anche nella nostra città i 700 anni della morte del sommo poeta Dante Alighieri, commenterà il XXVI canto dell’inferno dove si trovano i consiglieri di frode le cui anime sono avvolte da una fiamma perpetua. Tra questi, Dante e Virgilio incontrano Ulisse, reo di aver trascinato nel suo “folle volo” anche i suoi compagni di viaggio. La videoconferenza sarà disponibile dalle ore 8 di domenica 23 maggio 2021 sui canali social della biblioteca e in questa pagina

Personaggio della mitologia classica,  protagonista dei poemi omerici e in particolare dell’Odissea a lui dedicata. Dante non conosceva il testo originale dei due poemi e ha quindi appreso la storia di Ulisse da qualche tardo volgarizzamento o rimaneggiamento, da cui proviene l’episodio narrato dal personaggio che è totalmente estraneo alla tradizione classica.

Dante lo colloca fra i consiglieri fraudolenti dell’VIII Bolgia dell’VIII Cerchio dell’Inferno, dedicandogli buona parte del Canto XXVI. Il poeta nota che una delle fiamme in cui sono avvolti i dannati ha due punte e ne chiede spiegazione a Virgilio. La guida risponde che dentro di essa sono puniti Ulisse e Diomede, colpevoli di aver escogitato l’inganno del cavallo di Troia, di aver smascherato Achille a Sciro, nonché di aver compiuto il furto del Palladio. Dante manifesta il desiderio di parlare con Ulisse e Virgilio acconsente, a condizione però che sia lui a rivolgersi a loro in quanto, essendo greci, potrebbero essere restii a parlare col discepolo. Il poeta latino chiama i due dannati e invita uno dei due a spiegare come e quando morì, quindi il maggior corno de la fiamma antica inizia il suo racconto.
Ulisse narra che dopo aver lasciato la dimora di Circe non volle tornare coi suoi compagni a Itaca, ma si mise in mare aperto affrontando un avventuroso viaggio. Giunto con la sua nave allo stretto di Gibilterra, limite delle terre conosciute, aveva rivolto ai compagni una orazion picciola per indurli a oltrepassare le colonne d’Ercole ed esplorare il mondo sanza gente. Il folle volo nell’emisfero australe, completamente invaso dalle acque, era durato circa cinque mesi, finché la nave era giunta in vista del monte del Purgatorio. A quel punto si era levata una terribile tempesta, che aveva investito la nave di Ulisse e l’aveva fatta colare a picco, causando la morte dell’eroe e di tutti i suoi compagni.

L’intervento della dott. Besusso è diviso in due parti:

Parte: ‘L’Ulisse nell’inferno dantesco’, collocato da Dante nell’ottavo cerchio dove vengono puniti i consiglieri fraudolenti ossia condottieri e politici che non agirono con le armi e con il coraggio personale, ma con l’acutezza spregiudicata dell’ingegno;

 


2° Parte: ‘Il mito dell’Ulisse dantesco’ dove viene commentata la straordinaria fortuna letteraria di Ulisse, sicuramente uno dei personaggi più conosciuti della Divina Commedia. Alcuni versi sono diventati famosissimi e fanno parte della nostra cultura nazionale.

Un grazie alla prof. Ester Besusso

 


ESTER BESUSSO COMMENTA IL III CANTO DEL PARADISO

Amici della biblioteca di Monselice questa mattina continuiamo con le iniziative per il centenario dantesco Ester Besusso commenta il III canto del Purgatorio dove si narra la triste storia di Manfredi di Svevia il figlio di Federico II. Un passo importante della divina commedia.  Dante, attraverso la figura di Manfredi, mostra con un esempio clamoroso e inatteso come la giustizia divina segua vie imperscrutabili e possa concedere la salvezza anche a un personaggio «scandaloso» come il re siciliano, morto di morte violenta dopo essere stato scomunicato e colpito da una violenta campagna diffamatoria della pubblicistica guelfa.

 

La poetessa Federica Simonetto

Monselice scrive online ha l’onore di presentare la poetessa Federica Simonetto autrice di numerose poesie, alcune di forte contenuto sociale. Nel reading Donne, orfane di virgole nere prende spunto dalle violenze sulle donne per intraprendere un cammino di sensibilizzazione tutto personale che si prefigge di dar voce alle donne vittime di violenza. ‘Virgole nere’, cioè elencate e prese in considerazione solo al momento del fatto di cronaca e poi ammassate sotto la parola generica “femminicidio”. Di fatto rimaste senza voce, spersonalizzate, derubate del nome, delle origini, della dignità. Con questo reading vuole “virgolettare” ciascuna donna violata e meditarne la storia per non dimenticare. Introduce e presenta Silvia Boschetto.

Federica è  nata a Conselve (Pd)  e ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Padova. Attualmente lavora presso la struttura Paolo IV (reparto per i malati terminali oncologici) dell’Opera Immacolata Concezione. Le sue raccolte poetiche sono: Décollage e sovrapposizioni e Amadriade. Nella sua poetica confluisce il suo interesse per l’arte, soprattutto contemporanea. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in campo letterario, aggiudicandosi il premio per la critica con la poesia Quarant’anni (Roma 2009) e il terzo premio al concorso letterario Licata con la poesia A Neda (Sciacca 2011). Diploma di merito con la poesia Le donne non parlano più al concorso Idea Donna in onore del premio Nobel Rita Levi Montalcini e premio speciale Euterpe con la poesia A Francesca, malata oncologica Jesi (2018). Diploma d’onore con la poesia Sognare a Lampedusa (Roma 2018). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in raccolte come supplemento al Corriere del Veneto sotto la supervisione della scrittrice Antonia Arslan. Scrive poesie da oltre trent’anni.

 

 

Per Monselice Scrive presenta le seguenti poesie:

Il viaggio della sposa, Sono coì ora, Da Amadriade, Ali di giugno, Burano, L’ombra dei miei pensieri, Ritratto di Esule (Zara 1945), Sono così ora, Da Terre Mutate, Penso, A Gianfranco, La pettegola sverna, Consegno le ali, I giardini di Giverny (Le spose bambine), Umanissimo fiume

Tra tutte le sue poesie consigliamo:

 

Consegno le ali

Il vento sorge lento

tra le rugose rive lunari

e sirene sviolinano al tempo

spettatrice col batticuore

mi sento.

Così

 vicina ai balordi

 smetto di cantare

in bilico su sordi binari

come Dedalo

consegno ormai vinta

le ali.

 

I giardini di Giverny (Le spose bambine)

Vi guardo da un mondo perso

con l’occhio vecchio e velato

sfocate ninfee di Giverny.

Il cuore stornisce

alla maliziosa festa di colori

in processione notturna

avvinghiate al soffice muschio.

Ma i miei pensieri

scivolano più in là

nella lucida ghiaia di fiume

si posano sulla carne opalina

di voi spose bambine.

Piccole donne inventariate

che non danno cenni di guerra

ed avanzano con un solo piede scalzo.

Sotto le vesti portate luce

aperte al cielo come una palma

celate sacre reliquie nella cripta.

Sbiadite nella tinozza

col vostro incubo ricorrente.

Siete orfane di virgole nere

e minute le vostre mani

operose ed abusate

non salvano le pupille affogate

in scatole di latta abbandonate:

Vuote di sogni,

vuote di rispetto,

vuote

come il dissacrato ventre.

Ammirate

nello stagno di Giverny

come ninfee

non procurate fragore

ma subbugli d’infinito.