Leggiamo: Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

Il gruppo di lettura della biblioteca di Monselice leggerà e commenterà il libro di Toshikazu Kawaguchi Finché il caffe è caldo. La discussione avrà luogo sabato 8 maggio 2021 sui canali social della biblioteca e sarà animata dai giovani del progetto “Leggi con me, perchè! (Sara, Silvia, Irene, Marina, Elisa e Pietro).

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.

 

 

Leggiamo : ‘Cambiare l’acqua ai fiori’, di V. Perrin

Il 3 aprile 2021, alle ore 12, si è riunito online il gruppo di lettura della biblioteca di Monselice per discutere e commentare il libro di Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, edito da edizioni e/o nel 2019. La discussione sarà animata dai giovani del progetto “Leggi con me, perchè! (Sara, Silvia, Irene, Marina, Elisa e Pietro). 

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba

 

Omaggio a Percy B. Shelley nella giornata della Poesia 2021

Domenica 21 marzo 2021 viene celebrata la giornata internazionale della poesia. La biblioteca di Monselice partecipa con un video evento a cura di Sara Pasqualato. Tema della ricorrenza la memoria del poeta Percy B.Shelley (e la moglie Mary Shelley) nel libro Isole in Fiore di Francesco Selmin, edito da Cierre edizioni, 2017.  Un’ottima occasione per approfondire la storia di uno dei luoghi letterari più affascinanti delle nostre zone, i Colli Euganei, i cui paesaggi hanno ispirato la produzione letteraria di questi straordinari poeti.

I Colli Euganei furono un crocevia letterario di prima grandezza: nel 1817, a Este, Lord Byron prese in affitto una villa che in seguito divenne il laboratorio poetico di Percy B. Shelley. Qui tra l’estate e l’autunno 1818 egli concepì e iniziò a scrivere alcuni dei suoi capolavori quali Prometeo liberato, Giuliano e Maddalo e Versi scritti tra i Colli Euganei. In quest’ultimo componimento, riproposto in una nuova traduzione di Antonio Daniele, le cime dei Colli Euganei si trasformano in isole in fiore, luogo di serenità e armonia, nel mare del dolore. Appare evidente la funzione terapeutica del poemetto, iniziato dopo la tragica morte della figlia Clara, cui segue l’anno dopo quella del figlio William.
Anche Mary Shelley resta profondamente colpita e affascinata dalla bellezza del paesaggio euganeo, che entra con forza nel romanzo Valperga (1823) e continuerà ad essere evocato a lungo, anche dopo che l’autrice di Frankenstein avrà lasciato l’Italia.

I contributi che formano il volume hanno il merito di approfondire la storia di uno dei luoghi letterari più affascinanti del nostro Paese, sia dal punto  di vista paesaggistico sia per la qualità delle opere letterarie che vi scaturirono. Nel libro ritroviamo la caratteristica parola podere che si fa portavoce della vita ideale per gli Shelley: nella campagna italiana emerge l’amore per la terra e per le cose semplici, il clima mite, la vegetazione rigogliosa. Dal monte Venda, la cima più alta dei Colli Euganei, Percy Shelley vide il sorgere maestoso del sole, il mare verde della pianura, le guglie e le cupole di Venezia splendenti come obelischi di fuoco. Vide la fiera Padova dalle molte cupole, il fulgore dell’autunno, i filari delle viti rosse e dorate. Confortato da quelle straordinarie visioni, prese a credere che l’uomo possa davvero fuggire al dolore, eliminare l’oppressione e creare un mondo nuovo.

Francesco Selmin dirige la rivista «Terra e Storia». Per Cierre edizioni ha curato il volume I Colli Euganei (2005) e i primi due volumi dell’Atlante Storico della Bassa Padovana (L’Ottocento, 2013 e Il primo Novecento, 2014). Recentemente ha pubblicato Nessun “giusto” per Eva. La Shoah a Padova e nel Padovano (2011), Verso Auschwitz. Memoria e storia del campo di concentramento di Vo’ e della deportazione degli ebrei padovani (2015) e Ammazzateli tutti! Storie di banditi del Veneto (2016); ha inoltre curato La scoperta dei Colli Euganei di Adolfo Callegari (2017) e Isole in fiore. Mary e Percy B. Shelley tra Este, Venezia e i Colli Euganei (2017).

 

Link di presentazione del libro

 https://www.facebook.com/ossicella.monselice/posts/161631632462209

 

Gruppo di lettura della biblioteca di Monselice online

Parte il groppo di lettura della biblioteca di Monselice che sarà animato dai giovani del progetto “Leggi con me, perchè ! Un Gruppo di Lettura  è formato da persone che leggono in privato un libro scelto in comune. La lettura viene poi condivisa online: si parla del libro, se ne approfondiscono i temi, si condividono le emozioni provate.

Il gruppo di lettura è uno spazio dove puoi parlare dei tuoi libri preferiti o ascoltare semplicemente le opinioni degli altri lettori. In Biblioteca si sta formando un gruppo di lettura proprio per questo: per scambiarci idee e opinioni sui libri che insieme sceglieremo di leggere. Se vuoi partecipare, scrivi una mail a: biblioteca@comune.monselice.padova.it oppure telefona in Biblioteca al numero: 042972628.

Libri discussi:

Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, Edizioni e/o 2021

 

21 marzo 2021 giornata mondiale della poesia: omaggio a Gastone Cusin

Il 21 marzo 2021 ( primo giorno di primavera) la biblioteca di Monselice celebra la ‘Giornata Mondiale della poesia’ rendendo omaggio a Gastone Cusin (Regi), poeta e naturalista, già cittadino onorario di Monselice e autore di numerosi libri di poesie.
Regi è nato a Monselice, ora in pensione, si dedica allo studio della natura dei Colli Euganei. Fin da ragazzo ha mostrato un amore e una passione incondizionati per la natura e questi sentimenti l’hanno portato a ricercare, indagando nel mondo del naturalismo in veste di autodidatta. Nell’aprile del 1986 ha contribuito alla fondazione del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale Monselicense al quale dedica tuttora gran parte del suo tempo ed è anche guida naturalistico-ambientale. Da sempre Gastone Cusin si dedica anche a scrivere canti poetici che firma con lo pseudonimo “Regi”. Nel giugno del 1996 esce la sua prima pubblicazione: Le poesie dell’amore, che presenta dei canti romantici dedicati all’immagine femminile, nel 1999 vede la luce la seconda pubblicazione: Altri gridi, composizioni poetiche che parlano dell’amore, della vita, di Dio. Nel 2000 ha pubblicato “Le sorgenti dei Colli Euganei”, individuandone circa 250. Nel 2004 edita il “terzo libro dei romantici”: Lettere d’amore, che raccoglie un’insieme di lettere, di pensieri scaturiti ed elaborati dalla fantasia del poeta e presentati a donne immaginarie, brani romantici che si prestano ad essere usati da uomini innamorati per trasmettere i loro sentimenti alla donna che amano, o che desiderano, o che sognano di avere. Poi Canti nel verde, un insieme di poesie dedicate alla natura, alla vita e a Dio: sono la risposta alle molteplici emozioni, alle singolari sensazioni che la natura e la vita hanno donato all’autore avvolgendolo nel loro amplesso coinvolgente ed appassionato. In un’ epoca travagliata come la nostra, in cui la donna viene maltrattata, offesa, calpestata e a volte uccisa rimane ancora qualche sparuto estimatore dell’essere umano femminile. Ha scritto, fra gli altri: Le poesie dell’amore, Monselice, Cusin, 1996. Altri gridi, Monselice, 1999. Le sorgenti dei Colli Euganei, Este, Parco regionale dei Colli Euganei 2001. Terzo libro dei romantici, 2004. Canti nel verde, Gruppo micologico naturalistico culturale monselicense, 2005. I funghi dei Colli Euganei, Teolo, Gruppo Micologico Naturalistico Colli Euganei, 2012. Monte Calbarina, tesori dei Colli Euganei, Monselice, Futurama, 2013. Donna come Poesia, Monselice, Euganeamente, 2013.

Per onorarlo abbiamo fatto 3 video  disponibili dalla  mattinata del 21 marzo 2021 anche sui canali social della biblioteca di Monselice

  1.  video relazione di Roberto Valandro

 

 

2. video con intervisto di Giada Zandonà

 

 

3. video con intervento di Silvia  Boschetto

 

 

 

Le più belle poesie di Regi

 A mia Figlia

 

 

Canto per l’immagine di lei

 

 

Il programma prevede anche un ricordo del poeta Percy B. Shelley che soggiornò a lungo nei colli euganei. L’opera della poeta inglese e il suo soggiorno a Este sono ben documentati nel libro di Francesco Selmin ‘Le isole in fiore’ , consigliato a quanti vogliano conoscere le sue poesie. Intervento di Sara Pasqualato

 

 

 

 

 

 

8 marzo 2021 – Voci di donne dalla biblioteca di Monselice

Per l’8 marzo 2021 consigliamo alcuni libri di recente pubblicazione che hanno come denominatore comune la donna e il suo mondo. Sono opere pregne di amori idealizzati o passionali, amicizie indissolubili, incontri ed esperienze che aprono gli occhi sulla condizione della donna e fanno maturare un senso critico su questo problema. Nei libri che vi consigliamo di leggere troverete tutto quello che vive una donna: dalla giovane età a quella più matura. Il lavoro e le speranze del mondo femminile in un mondo che resiste alle richieste delle donne. Ognuna di queste storie custodisce un insegnamento o un punto di vista che vi aiuterà a riflettere sulle vostre scelte e quanto vi circonda. Buona lettura.

Qui di seguito un interessante link sulle pubblicazioni che hanno fatto la storia del movimento femminista nel mondo.

https://www.mondadoristore.it/libri-donne-scrittrici-da-leggere/

 

LIBRI SONO PRESENTATI   IN VIDEO SUI CANALI SOCIAL DELLA BIBLIOTECA

LUNEDI 8 MARZO 2021

Introduce l’assessore alla cultura Andrea Parolo

Dacia Maraini e Chiara Valentini, Il coraggio della donne. Il mulino 2020 – Relatore Pietro Merlin 

Ci chiedevamo a che punto eravamo, che giudizio dare dei vecchi e dei nuovi movimenti femminili, quante delle nostre speranze si erano realizzate e quanto restava ancora da fare. In quelle discussioni su un punto ci trovavamo pienamente d’accordo, l’ammirazione per lo straordinario coraggio di donne di ogni tempo per l’affermazione di sé stesse e per i sacrifici compiuti nel cammino di emancipazione e liberazione del genere femminile» (Chiara Valentini a Dacia Maraini). Dopo secoli e anzi millenni di società patriarcali in cui sono rimaste in stato di minorità, subalterne agli uomini, senza diritti, senza identità sociale propria, nell’ultimo secolo le donne sono venute compiendo la loro rivoluzione. Ma stereotipi e ostilità continuano a essere d’ostacolo e anzi oggi sono molti i segnali che indicano come nessuna conquista possa essere data per acquisita. Due intellettuali, due amiche con alle spalle una vita di impegno e militanza sulla questione femminile riflettono insieme sul lungo cammino percorso e con una vivida serie di ritratti di donne esemplari onorano le tante che con il loro coraggio ne hanno segnato il procedere.


Johannes Bückler, Non esistono piccole donne. People 2020 – Relatrice Silvia Boschetto

Il successo di Johannes Bückler ha superato la “bolla” di Twitter per entrare nelle case degli italiani con la sua prima raccolta di storie per People, uscita nel gennaio 2020, intitolata Non esistono piccole storie. Perché a tutti piacciono le storie, le storie vere, a volte “piccole”, ma dal significato enorme. Non esistono piccole donne è una sorta di Spoon River, composta da storie originali, in cui a prevalere sono le emozioni e i sentimenti. Storie dedicate al protagonismo delle donne, narrate come sempre in prima persona, quasi che Bückler assumesse la loro identità, raccontando. Eroine e vittime, spesso accantonate nella memoria comune per lasciar posto agli uomini. «Quante donne non hanno visto riconosciuto il proprio lavoro, o peggio, sono state dimenticate?» si domanda l’autore all’inizio del testo. «Sicuramente troppe» la risposta. Questo libro cerca di raccontarne alcune (tutte sarebbe impossibile), per dar voce a coloro che si sono affacciate nella Storia, lasciando un segno che neppure l’indifferenza altrui ha potuto scalfire.


Annie Ernaux, La donna gelata. L’orma 2021 – relatore Sara Pasqualato

L’educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta. «La frequenza dei verbi all’infinito dà il senso della vita che scorre, e l’autobiografia si fa strumento, sguardo proprio ma universale che si alza sulla storia e sul mondo di tutte»Donatella Di Pietrantonio, Robinson «Sempre attenta ai bisogni degli altri. Come se per una donna non ci fosse nulla, proprio nulla, di più importante» Le scoperte e i tabù dell’infanzia, gli ardori e i conformismi dell’adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell’università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un’unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia. E qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l’autrice alla glaciazione dell’interiorità e del desiderio. In un continuo contrappunto tra le proprie esperienze e i modelli imposti dall’onnipresente universo maschile – nel sussidiario delle elementari come nei riti collettivi della gioventù e nei luoghi comuni sulla «femminilità» –, Annie Ernaux descrive con precisa passione l’apprendistato alla disparità di una donna, consegnandoci con spietata limpidezza un’impareggiabile radiografia della moderna vita di coppia.


 


Michela Marzano, Sii bella e stai zitta. Mondadori 2010 – relatrice Irene Visentin

“Questo libro è un atto di resistenza. Di fronte alle offese e alle umiliazioni che subiscono oggi le donne in Italia, in quanto filosofa, ho sentito il dovere di abbandonare la torre d’avorio in cui si trincerano spesso gli intellettuali per spiegare le dinamiche di oppressione che imprigionano la donna italiana. Lo scopo è semplice: si tratta di dare a tutte coloro che lo desiderano gli strumenti critici necessari per rifiutare la sudditanza al potere maschile. Perché le donne continuano a cedere alla tentazione dei sensi di colpa e, per paura di essere considerate ‘madri indegne’, abbandonano ogni aspirazione professionale? Perché tante donne vengono giudicate ‘fallite’ o ‘incomplete’ quando non hanno figli? Perché molte adolescenti pensano che l’unico modo per avere successo nella vita sia ‘essere belle e tacere’? Perché il corpo della donna continua a essere mercificato? Perché stiamo assistendo al ritorno di un’ideologia retrograda che vorrebbe spostare l’orologio indietro e rimettere in discussione le conquiste femminili degli anni Sessanta e Settanta? La filosofia è un’arma efficace e potente, l’unico strumento capace di aiutare le donne a riappropriarsi della propria vita e non permettere più a nessuno di umiliarle o zittirle.” Michela Marzano

 

 

La Divina Commedia di Roberto Valandro

Nel 2017, dalle pagine del ‘Corriere della Sera’, Paolo di Stefano propose di dedicare una giornata annuale all’esaltazione di Dante Alighieri. L’idea venne subito accolta con entusiasmo, si decise l’evento, fissandolo al 25 marzo, ideando pure la giusta denominazione Dantedì, coniata col linguista Franco Sabatini, ricalcando la forma dei giorni della settimana: lunedì, martedì ecc… Io stesso, da buon lettore del ‘Corriere’, mi sentii coinvolto, anche perché, durante le mie ricerche sulle ricche vicende municipali, mi ero ripetutamente imbattuto con personaggi presenti nella Divina Commedia, per esempio l’imperatore Federico II o Ezzelino III da Romano e, addirittura, un concittadino, Jacopo da Sant’Andrea, figlio di Speronella Delesmanini e Olderico Fontana, che si proclamava discendente dalla famiglia del vescovo martire Sabino, patrono medievale con s. Giorgio del Mons Silicis.

Pensando poi all’avvicinarsi del settimo centenario dalla morte del sommo poeta, avvenuta a Ravenna nel 1321, cominciò a balenarmi l’idea di approfondire quelle prime tracce e così, lavorando sodo per circa un anno, ho predisposto un’opera storico-narrativa intitolata (forse con un po’ di presunzione di cui chiedo venia) Monselice e Dante. Peregrinando tra le Cantiche della Divina Commedia. Dovrebbe uscire dalla tipografia tra maggio e giugno, illustrata dalle magistrali tavole disegnate e scolpite da Jone Suardi, un’artista nata all’ombra della Rocca e di chiara fama. [ Roberto Valandro ]

Fuga di Dante da Firenze

La biblioteca di Monselice ha incaricato il prof. Roberto Valandro di organizzare delle conversazioni sulla Divina commedia che si concretizzeranno in 6 video da vedere nei canali social della biblioteca. L’evento trae spunto dalla sua opera in stampa dal titolo ” Monselice Dante e non solo. Peregrinando tra le cantiche della divina commedia. Il programma prevede 6 puntate che si svolgeranno nell’ordine sotto indicato, disponibili anche nella pagina FB della biblioteca

1° Conferenza online

La Divina Commedia: un’autoesaltazione culturale, politica e teologica-religiosa

 

2° Conferenza online

 Dante Alighieri fedele di Santa Lucia

 

3° Conferenza online

 Il Veneto e Padova nella Divina Commedia

 

 

4° Conferenza

4) Federico II ed Ezzelino III da Romano: la condanna e il riscatto

 

5  Conferenza

5) Jacopo da Sant’Andrea: un monseliciano all’inferno

 

6° Conferenza

6) S. Francesco d’Assisi e S. Domenico da Guzman: due santi in paradiso

La poetessa Tiziana Quarta e le sue poesie salentine

Nella prossima ‘Monselice scrive ‘sarà presentato il libro di Tiziana Quarta Elementi di versi. L’aria di casa, il profumo del mare, il sole che brucia e la terra che manca. I quattro elementi ci attraversano fin dalla nascita ed è compito nostro essere alchimisti dell’anima alla ricerca della quintessenza. Un percorso in cui la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco cambiano la loro sostanza per essere trasformati in poesia e divenire elementi di versi, raccontando un luogo d’origine impresso nello spirito.

Tiziana Quarta (4 dicembre 1985), cresciuta in Salento, vive adesso con la sua famiglia ai piedi dei Colli Euganei, in provincia di Padova. Laureata in scienze della comunicazione e in Giornalismo, con la passione da sempre per la scrittura e in particolare per la poesia.

Iniziative per l’anno dantesco

Dante Alighieri, uomo dell’anno
Nel 2021, si ricordano i 700 anni della morte di Dante, la sua composita personalità e la sua straordinaria opera. www.dantemania.it
A sette secoli dalla morte il Sommo Poeta sarà la stella del 2021. Intanto “Il Venerdì”, in edicola eccezionalmente fino al 7 gennaio, ripercorre il cammin della sua vita. Da Firenze a Ravenna
“Uomo dell’anno 2021”, in perfetto stile Time, è Dante Alighieri, di cui ricorreranno i sette secoli dalla morte, che verranno celebrati in pompa magna (Covid permettendo) in tutto il Bel Paese. Marco Cicala, insieme al popolarissimo storico Alessandro Barbero, passeggiando nel chiostro fiorentino di Santa Croce ha cercato di capire aldilà del mito che tipo di uomo fosse Dante: lo ha fatto partendo da un non piccolissimo particolare, ovvero dal suo naso (era davvero adunco come lo hanno sempre dipinto?) per arrivare all’amore (ma Beatrice l’ha poi incontrata?). Mentre Nicola Mirenzi è andato nell’altra città del Sommo, quella dell’esilio, Ravenna, per scoprire quanto i romagnoli tengano al Divin Poeta, e non da oggi.
Sempre su questo numero salutiamo l’anno orribile che ci stiamo finalmente lasciando alle spalle con una lunga carrellata di immagini: sono quelle in tema coronavirus create dai writers di tutto il mondo. Un modo per dire che del terribile virus hanno parlato anche i muri, sperando che quei magnifici disegni si trasformino presto in sbiaditi ricordi.

Giornata del ricordo 2021

Giornata del ricordo 2021 a Monselice

Il Giorno del Ricordo viene celebrato il 10 febbraio di ogni anno, in memoria dei massacri delle foibe e dell’esodo friulano e dalmata nel Secondo Dopoguerra. Venne istituito nel 2004 per conservare la tragica memoria delle vittime. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la provincia di Zara e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia. La dittatura di Tito, viste le brutali esecuzioni eseguite dal regime fascista, massacrò migliaia di italiani etichettati come “fascisti” solo perchè italiani, spesso profughi nella loro stessa patria. Essi venivano giustiziati e poi gettati nella foibe, ovvero voragini di centinaia di metri che si trovano nel territorio carsico. Oltre il dramma dei morti si aggiunse la speranza tradita di una patria che non riconosceva queste persone ne come cittadini ne come vittime. Infatti il confine tra una nazione e l’altra si era spostato velocemente.

Nel giro di pochi anni il sentimento italiano, prima a favore del Fascismo, si era trasformato in un forte antifascismo. Così le vittime dell’esodo si ritrovarono intrappolati in un limbo sociale di difficoltà a identificarli come italiani e antifascisti (tanto quanto gli “altri” italiani). Questo fece crescere l’ostracismo e avversione sociale verso chi arrivava da quei territori ex italiani. La triste storia di queste persone deve essere compresa sia per dare giustizia alle tante persone che hanno sofferto doppiamente il dramma delle foibe, dell’esodo e dell’ emarginazione subiti, sia perchè serva da monito.  La sola memoria passiva di fatti orrendi avvenuti in passato non è sufficiente a garantire che la Storia non si ripeta. Molto spesso solo il tempo riesce a sbiadire il colore della memoria dei pregiudizi permettendo di capire cosa realmente è successo.

 Lo storico Franco Cecotti precisa: “Le foibe fanno parte delle violenze legate alla guerra, ovvero quelle che non finiscono mai in un momento preciso ma hanno sempre strascichi che generano altre violenze”. Soprattutto se parliamo di territori contesi ed abitati da popoli con lingue diverse come furono l’Istria, Trieste e la Venezia Giulia o quando si esce da una periodo di dittatura e violenza come fu il fascismo. “La guerra rende tutti cattivi, da una parte all’altra del fronte. E il punto allora – rimarca Cecotti – è condannare la guerra”. Questo giorno rappresenta qualcosa di molto più profondo del semplice impegno e della responsabilità politica. E’ un dovere morale, una responsabilità sociale importante affinché la testimonianza degli errori del nostro passato non ci porti a ripeterli per colpa dell’ignoranza e della leggerezza.

Documenti in rete

Video dell’Istituto luce  Martiri italiani: Le “Foibe” del Carso.      [ Video ]

Video Le Foibe, viaggio con gli storici che ci spiegano cosa sono state davvero  [ Video ]

Letture e libri a cura della biblioteca comunale

Presentazione dei libri Profughi. Dalle foibe all’esodo: la tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia di Gianno Oliva e Foibe di Raoul Pupo e Roberto Spazzali. A cura di Davide Penello. [ Video ]

Giuseppina Mellace, Una grande tragedia dimenticata. La vera storia delle foibe, Newton Compton 2018. A cura di Sara Pasqualato  [ Video ]

Dino  Messina, Italiani due volte. Dalle Foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana. A cura di Sara Pasqualato  [ Video ]

Marco Giraldo, Sopravvissuti e dimenticati. Il dramma delle foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati. Edizioni Paoline. A cura di Michela Tornese  [ Video ]

Lettura e commento della poesia “Esuli” della poetessa Lina Galli. A cura di Silvia Boschetto  [ Video ]

Testimonianze sulle foibe a cura di Marina Feniello [ Video ]

Le foibe e l’esodo giuliano nei libri di Fulvio Tomizza e Carlo Sgorlon

a cura di Pietro Merlin [ Video ]