L’incontro del gruppo di lettura La strada di mattoni gialli, svoltosi il 20 gennaio, ha visto la partecipazione di 13 lettori e lettrici. e solo 5 di noi sono riusciti a terminare il libro: un dato che dice già molto e che ha influenzato il confronto, rendendolo però, come spesso accade, ancora più interessante.
Le parole che sono tornate più spesso nel corso della discussione sono state noia, confusione e fatica. Abbiamo definito il romanzo caotico, prolisso, pesante, ricco di divagazioni e di troppi ingredienti. Più di una volta ci siamo detti che con cento pagine in meno sarebbe potuto diventare un libro davvero riuscito.
Accanto alle difficoltà, però, non sono mancati gli apprezzamenti. Ci hanno fatto sorridere le situazioni irriverenti e assurde, e abbiamo riconosciuto il valore di un linguaggio ricercato, che, pur rendendo la lettura impegnativa, rappresenta uno degli elementi più interessanti del testo. In diversi momenti abbiamo anche percepito il divertimento dell’autore nello scrivere e nel raccontare certe scene.
Abbiamo riconosciuto chiaramente l’Italia dei primi anni ’90: la televisione commerciale, Tangentopoli, l’inizio del globalismo. Per qualcuno questa distanza temporale ha pesato e ha reso più difficile entrare nella storia.
Allo stesso tempo, abbiamo letto il libro come una favola fuori dal tempo, fondata su valori assoluti: la lotta tra bene e male, tra buoni (i bambini) e cattivi (gli adulti), tra sogno e realtà. Su tutto aleggia la figura del Grande Bastardo, che osserva da lontano e di cui non sappiamo dire con certezza da che parte stia.
In questo libro domina la parte magica dei bambini, ma anche quella del nostro bambino interiore. Qualcuno di noi ha detto che lo avrebbe apprezzato di più da ragazzo; qualcun altro, invece, ha lasciato riemergere il proprio bambino interiore.
Abbiamo anche sentito una forte teatralità del racconto: chi ha ascoltato la versione audiolibro ha raccontato di essersi goduto di più la storia, senza la fatica della lettura.
Più che mai, ieri sera, il contributo di ognuno è stato fondamentale per arrivare a un’analisi completa e condivisa del libro. Grazie a tutte e tutti!
