Omaggio a Percy B. Shelley nella giornata della Poesia 2021

Il poeta inglese Percy_Bysshe_Shelley, visse a Este nei primi dell'Ottocento

Domenica 21 marzo 2021 viene celebrata la giornata internazionale della poesia. La biblioteca di Monselice partecipa con un video evento a cura di Sara Pasqualato. Tema della ricorrenza la memoria del poeta Percy B.Shelley (e la moglie Mary Shelley) nel libro Isole in Fiore di Francesco Selmin, edito da Cierre edizioni, 2017.  Un’ottima occasione per approfondire la storia di uno dei luoghi letterari più affascinanti delle nostre zone, i Colli Euganei, i cui paesaggi hanno ispirato la produzione letteraria di questi straordinari poeti.

I Colli Euganei furono un crocevia letterario di prima grandezza: nel 1817, a Este, Lord Byron prese in affitto una villa che in seguito divenne il laboratorio poetico di Percy B. Shelley. Qui tra l’estate e l’autunno 1818 egli concepì e iniziò a scrivere alcuni dei suoi capolavori quali Prometeo liberato, Giuliano e Maddalo e Versi scritti tra i Colli Euganei. In quest’ultimo componimento, riproposto in una nuova traduzione di Antonio Daniele, le cime dei Colli Euganei si trasformano in isole in fiore, luogo di serenità e armonia, nel mare del dolore. Appare evidente la funzione terapeutica del poemetto, iniziato dopo la tragica morte della figlia Clara, cui segue l’anno dopo quella del figlio William.
Anche Mary Shelley resta profondamente colpita e affascinata dalla bellezza del paesaggio euganeo, che entra con forza nel romanzo Valperga (1823) e continuerà ad essere evocato a lungo, anche dopo che l’autrice di Frankenstein avrà lasciato l’Italia.

I contributi che formano il volume hanno il merito di approfondire la storia di uno dei luoghi letterari più affascinanti del nostro Paese, sia dal punto  di vista paesaggistico sia per la qualità delle opere letterarie che vi scaturirono. Nel libro ritroviamo la caratteristica parola podere che si fa portavoce della vita ideale per gli Shelley: nella campagna italiana emerge l’amore per la terra e per le cose semplici, il clima mite, la vegetazione rigogliosa. Dal monte Venda, la cima più alta dei Colli Euganei, Percy Shelley vide il sorgere maestoso del sole, il mare verde della pianura, le guglie e le cupole di Venezia splendenti come obelischi di fuoco. Vide la fiera Padova dalle molte cupole, il fulgore dell’autunno, i filari delle viti rosse e dorate. Confortato da quelle straordinarie visioni, prese a credere che l’uomo possa davvero fuggire al dolore, eliminare l’oppressione e creare un mondo nuovo.

Francesco Selmin dirige la rivista «Terra e Storia». Per Cierre edizioni ha curato il volume I Colli Euganei (2005) e i primi due volumi dell’Atlante Storico della Bassa Padovana (L’Ottocento, 2013 e Il primo Novecento, 2014). Recentemente ha pubblicato Nessun “giusto” per Eva. La Shoah a Padova e nel Padovano (2011), Verso Auschwitz. Memoria e storia del campo di concentramento di Vo’ e della deportazione degli ebrei padovani (2015) e Ammazzateli tutti! Storie di banditi del Veneto (2016); ha inoltre curato La scoperta dei Colli Euganei di Adolfo Callegari (2017) e Isole in fiore. Mary e Percy B. Shelley tra Este, Venezia e i Colli Euganei (2017).

 

Link di presentazione del libro

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